Al Convegno “Nuova vita per antiche mura: lavori in corso …” (vedi post) che si terrà  Sabato 16 Marzo nella Sala Conferenze del Convento di S. Maria del Lavello, verrà presentato alle ore 10,30 da parte del curatore prof. Fabio Bonaiti il volume: “Il Santuario di S. Maria del Lavello. Cronaca di un restauro tra storia, arte e devozione”.

Il libro con saggi di Fabio Bonaiti, Giuseppe Cruciani Fabozzi, Jolanda Lorenzi, Ede Palmieri, Giuseppina Suardi, è finanziato dalla Provincia di Lecco, dal Comune di Calolziocorte, nonché dal Parco Adda Nord nell’ambito del Progetto Integrato d’Area “Passaggio sull’Adda. Da Leonardo a Expo: circuiti ed itinerari sostenibili oltre il 2015”.

Dalla presentazione di Fabio Bonaiti:

Il Santuario del Lavello, con l’annesso convento fondato dai Padri Serviti alla fine del XV secolo e soppresso nel 1772, rappresenta uno dei maggiori monumenti religiosi della Valle San Martino. Il suo recupero, condotto fra il 1998 e il 2007, è stato reso possibile grazie all’erogazione di contributi regionali ed europei nonché al concorso di diverse istituzioni locali. All’azione di restauro, promossa dalla Provincia di Lecco, è seguito un progetto di valorizzazione del sito attraverso attività turistiche, culturali e mirate al sostegno dell’imprenditoria femminile, tuttora in corso. A seguito della riapertura al culto della chiesa di Santa Maria, avvenuta nel 2007, che ha di fatto sancito il definitivo e tanto atteso ritorno della struttura all’antico splendore, il volume intende ripercorrere, e presentare ad un pubblico più vasto in maniera intellegibile e completa, i risultati dei lavori e degli studi operati per quasi un decennio presso il complesso conventuale del Lavello.

L’opera presenta in apertura tavola finalizzata ad un inquadramento del monumento nelle sue coordinate temporali; il libro ripercorre le tappe dei lavori di ripristino realizzati presso la chiesa di Santa Maria e il complesso conventuale annesso nei diversi campi di intervento: archeologico, architettonico e artistico: Jolanda Lorenzi delinea, innanzitutto, una panoramica archeologica del territorio ed esplora altresì la storia della chiesa di Santa Maria attraverso le diverse fasi edilizie stratificatesi nei secoli – messe in luce dagli scavi condotti al di sotto dell’attuale pavimentazione – e lo studio dei reperti ivi rinvenuti; Giuseppe Cruciani Fabozzi riferisce, invece, sui lavori di diagnostica, di ripristino, rinforzo e di riordino funzionale delle strutture architettoniche che hanno guidato gli stadi di attuazione dell’intero progetto di recupero da lui diretto; Giuseppina Suardi ed Ede Palmieri descrivono il pregevole e ricco apparato pittorico custodito nella chiesa illustrando, rispettivamente, le fasi di restauro degli intonaci, delle pitture murali, degli ornati lapidei e delle tele (grazie ad un suggestivo confronto fotografico fra lo stato dei dipinti prima, durante e dopo i risanamenti), e le prime, inedite, ipotesi di attribuzioni autorali, con particolare riguardo all’attività del pittore Antonio Maria Caneva detto il Porlezzino (secolo XVII) presso il Santuario. Segue, infine, un contributo di Fabio Bonaiti relativo alle carte conservate presso l’Archivio Storico comunale di Calolziocorte relative alla “Vicinia del Lavello”, ovvero alle vicende del Santuario tra la fine del XVIII secolo e la prima metà del Novecento, con particolare riguardo ai primi interventi di restauro operati sul complesso in epoca ottocentesca.

Un nutrito corredo fotografico completa e arricchisce il volume.

3 Commenti

Il Santuario di S. Maria del Lavello a Calolziocorte. Cronaca di un restauro tra storia, arte e devozione

  1. Grazie Fabio, credo che le cose belle che hai detto su di me non siano del tutto meritate. Tuttavia è vero che attraverso la libreria ho sempre cercato di incoraggiare la passione per la cultura e, in particolare, per la storia (e anche per i periodi prima della storia). Comunque tu avevi passione e talento, binomio necessario per essere creativi.
    Ormai mi muovo assai di rado e quindi credo proprio che non ci sia alternativa: devi venire a trovarmi a casa, per mio grande piacere.
    Telefonami quando vuoi (0341.602980) che concordiamo.
    Ciao, mi ha fatto piacere sentirti.

  2. Grazie Angelo, è stata un’impresa lunga e impegnativa ma ce l’abbiamo fatta!
    Il volume non sarà in vendita ma reperibile presso gli Enti che lo hanno sostenuto. E credo sarà disponibile presso la segreteria della Fondazione Monastero di Santa Maria del Lavello a partire dalla prossima settimana.
    Tuttavia, mi piacerebbe tanto consegnartelo di persona. Non so se ricordi quando venivo nella tua libreria in Via Galli e, sfogliando i libri di archeologia, facevo il filo ad uno splendido e monumentale volume che poi, su tuo consiglio e sconto, ho comprato (e custodisco ancora oggi ben in vista nella mia libreria).
    Ecco, in un certo senso, devo un po’ anche a te la mia passione per il passato e non dimentico nemmeno il tuo determinante contributo nell’incoraggiare le ricerche archeologiche sul Monte Santa Margherita anche quando più di una persona mi dava del visionario …
    Per questo le tue congrutalazioni mi onorano particolarmente.

  3. Mi congratulo con Fabio per un ulteriore contributo nel racconto della storia del nostro territorio.
    Per ora chiedo solo di sapere dove è in vendita il volume.

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