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Paolo Strina: tra una visita al Louvre vuoto e la rassegna d’arte “La Voce del Corpo” ad Osnago

Paolo Strina è sindaco di Osnago ed è nostro amico della pagina Facebook di UPper.

In questi giorni vediamo nella sua pagina qualche foto scattata ad opere d’arte del Louvre.

Normale, si dirà. Però ci incuriosisce il suo commento: il privilegio di una visita al Louvre a museo chiuso al pubblico.

Cos’è questa storia? Glielo chiediamo. E Paolo ci racconta:

La visita è nata da un viaggio di lavoro. Durante il meeting europeo dei partner Toshiba Lighting (tra cui figura la mia piccola azienda) abbiamo potuto ammirare la nuova illuminazione a LED del Louvre (anche la Gioconda è stata re-illuminata, con grandi risultati cromatici) e ci è stata offerta una visita di tre ore ai maggiori capolavori, con una guida del museo estremamente competente e appassionata.

Tutto il meeting si è tenuto all’interno del museo – in orario di chiusura – dimostrando come il patrimonio pubblico può essere valorizzato in modo intelligente.

Basti pensare che con l’ampliamento del museo voluto a suo tempo da Mitterand (con lo scavo e sfondamento del cortile per creare le piramidi di vetro) i visitatori sono passati da 4 a 10 milioni l’anno!

Tanto per smentire Tremonti… con la cultura si mangia ANCHE…

 

Paolo Strina all'inaugurazione di "La voce del corpo" a Osnago

E proprio la cultura è protagonista ad Osnago, fino al 23 giugno, dove è in corso l’edizione 2013 de “La Voce del Corpo”, http://www.lavocedelcorpo.it/ rassegna di performance, installazioni e videoarte: 77 artisti per 100 opere e un solo tema, il Tegumento.

Il Tegumento è la membrana che circonda ogni organismo: dal guscio dell’uovo, alla corazza della tartaruga sino alla pelle dell’uomo.

Osnago apre non solo le proprie strutture ma anche le proprie vie, piazze e parchi agli artisti che numerosi arriveranno da molte parti del mondo.

Paolo Strina scrive così nella presentazione di questo evento culturale: “Un paese è definito dai suoi confini, che come una membrana lo dividono dal mondo esterno. Da un lato la membrana ha una funzione di protezione e di definizione delle proprie specificità, ma dall’altro deve essere permeabile se il paese vuole comunicare e interagire con il mondo esterno. Così come per lo sviluppo della vita sono necessarie membrane forti ma permeabili, così deve essere un paese vitale: cosciente di sé e aperto al mondo.

Nei quindici giorni della rassegna i cittadini riceveranno messaggi di vario genere attraverso diverse espressioni artistiche: performance, video art, installazioni e sculture.

L’invito e l’augurio ai concittadini è di sapersi aprire e interagire con i messaggi che verranno lanciati. L’arte ha la capacità di farci alzare lo sguardo oltre la quotidianità, la provocazione artistica è un’occasione per mettersi in discussione: due pratiche necessarie per conservarsi vivi e vitali.”

 

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