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“Mare nostro che non sei nei cieli”

Settecento, ottocento… E poi altre centinaia, e decine, altri cento.

La contabilità della morte per affogamento non ha fine.

Il naufragio fra qualche ora non sarà più la notizia di apertura dei telegiornali e fra pochissimi giorni scomparirà dai titoli e dai servizi.

Fino alla prossima tragedia.

L’immane tragedia del Mediterraneo lascia senza parole. E a volte le parole che senti sono incredibili.

Qualche dibattito TV mostra il peggio di questo Paese e di certa politica. Il problema è complesso, ovviamente, ma da qui a dire che ora ce ne sono “ottocento in meno”, come ho sentito e letto in qualche commento in rete, è un insulto insopportabile, una bestemmia.

E proprio qui vicino a noi, in valle San Martino, polemiche e firme “antimigranti”, in stridente contrasto con la cultura cristiana dell’accoglienza e della carità.

Davvero siamo senza parole.

Forse la poesia, o la preghiera ci può venire in aiuto.

Lo scrittore napoletano Erri De Luca, ospite l’altra sera alla trasmissione “Piazza Pulita”, in chiusura della trasmissione in onda su LA7 ha dedicato una commovente “preghiera laica” alle centinaia di migranti vittime dell’ultimo naufragio nelle acque a Sud della Sicilia.

Abbiamo messo nella home page il video della sua preghiera laica per i migranti e qui trovate il testo completo:

 

“Mare nostro che non sei nei cieli”

 

Mare nostro che non sei nei cieli

e abbracci i confini dell’isola e del mondo

sia benedetto il tuo sale

e sia benedetto il tuo fondale

accogli le gremite imbarcazioni

senza una strada sopra le tue onde

i pescatori usciti nella notte

le loro reti tra le tue creature

che tornano al mattino

con la pesca dei naufraghi salvati

 

Mare nostro che non sei nei cieli

all’alba sei colore del frumento

al tramonto dell’uva di vendemmia,

Che abbiamo seminato di annegati

più di qualunque età delle tempeste

 

Mare nostro che non sei nei cieli

tu sei più giusto della terra ferma

pure quando sollevi onde a muraglia

poi le riabbassi a tappeto

custodisci le vite, le visite cadute

come foglie sul viale

fai da autunno per loro

da carezza, da abbraccio, da bacio in fronte

di padre e di madre prima di partire.

fiori-in-mare

Un pensiero su ““Mare nostro che non sei nei cieli””

  1. Avatar
    Enrico dice:

    Anche io son senza parole nel sapere che la curia li voleva accogliere x ripianare un buco da circa 2,5 milioni di euro……..fenomeni!!!!!

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