Qualche settimana fa, navigando sui social network, mi è scappato l’occhio su un bellissimo post pubblicato dal maestro Gianni Colombo, dove vedo l’immagina del diploma, consegnatogli dalla Pontificia Accademia. Ho deciso così di intervistare il grande maestro, da anni direttore delle bande del nostro territorio. Di seguito vi riporto la sbobinatura dell’intervista.

Gianni Colombo dirige la Banda Donizzetti di Calolziocorte dal 1976:

Calolzio è stata la mia prima banda che ho diretto, ho avuto una piccola parentesi dove l’ho lasciata, ma nel 1999 sono tornato pur avendo altre bande da dirigere, per giunta dislocante lontane una dall’altra: Premana, Asso e Caprino. Mi piaceva l’idea di riprendere la banda di Calolzio per il fatto che da poco tempo avevano incominciato a organizzare dei concerti di fine anno, in luoghi importanti: nel ’99 fummo la prima banda a eseguire un concerto nell’aula magna dell’ Università Bocconi“.

Nello stesso anno la banda calolziese è stata invitata per un concerto al Parlamento Europeo di Bruelles, il giorno in cui l’ex ministro Prodi veniva eletto come presidente della Commissione Europea. Molto importante fu la tappa a Roma negli anni successivi, in occasione del Giubileo: la banda si è esibita davanti al sindaco. In un’altra tappa, sempre a Roma, la banda ha suonato per i funerali di Gassman: in Campidoglio era stata esposta la salma e, in quell’occasione, Alessandro Gassman ha chiesto alla banda di Calolzio di eseguire dei brani per il defunto. Il progetto è andato avanti negli anni, con diverse tappe: come il Concerto in San Marco a Venezia, oppure il concerto che ho diretto a Santa Maria Annunciata a Firenze. Un progetto che sta andando avanti da 20 anni!

Come nasce questa passione per la musica?

Nasce all’età di 8 anni, mio padre suonava e mi ha imposto di  suonare per entrare a far parte della banda “Manzoni” di Lecco. Da lì ho incominciato ad approcciarmi alla musica e a studiarne le basi. La scintilla che però ha fatto scattare la voglia in me di studiare e di accostarmi seriamente alla musica è stato quando andai militare. All’epoca feci domanda per la banda della Guardia di Finanza, per suonare nella banda delle fiamme gialle; il concorso andò bene ed ebbi anche l’occasione di dirigere la fanfara dell’arma. Quando fui congedato decisi di iniziare gli studi poichè non potevo più entrare in conservatorio, così studiai in privato: in particolare clarinetto con il maestro Scaioli e venni preparato dal maestro Sacchi di Pescarenico, un grande musicista compositore, con lui feci armonia e con Ugo Toriani che era docente all’Accademia di Musica a Milano strumentazione di banda. 

Quando ha incominciato a dirigere una banda?

Nel ’76 mi è arrivata la prima richiesta di dirigere una banda. Quando il maestro Scaioli lasciò la banda di Calolziocorte, e mi chiese se ero disponibile di dirigerla ed io accettai di buon grado. Con gli anni andai avanti con la banda di Caprino, Premana, Asso ( la fanfara degli Alpini della sezione di Como). 

Sono rimasto ora a dirigere la banda di Calolzio e si va avanti molto bene con loro. Ho avuto degli incarichi anche importanti: per l’arena di Verona ho fatto alcune revisioni di Opere Antiche, ricavando la partitura dai microfilm dei manoscritti.

Oggi, essere direttore che cosa le da?

Mi da tanto, in ogni momento libero sento musica, scrivo musica. Qualsiasi spazio lo adopero per la musica, Vivo per musica. 

Cosa le fa provare la musica?

E’ una bella domanda, ma la risposta è difficile per me! Io quando ascolto musica o quando la scrivo o quando dirigo mi sento bene! Le sensazioni sono moltissime. Quando suono il clarinetto davanti alla gente, si ha paura di sbagliare, gli eventuali errori non sono coperti come in una banda. Per rompere il ghiaccio, il primo brano è sempre difficoltoso, non basta averli studiati, è un altra cosa rispetto alle prove che non sono mai abbastanza!

Come è venuto a sapere della nomina? Ci racconta come è successo?

Nel mese di giugno, di quest’anno, è stato organizzato un concerto alla Casa Circondariale di Pescarenico e tra i partecipanti vi era un rappresentante della Pontificia Accademia, che ha scritto al cardinale Ravasi per farmi ottenere il diploma.

Qualche settimana fa, trovo tra le mie mail un invito a una messa, che si sarebbe celebrata nella chiesa parrocchiale di Vercurago, al termine della quale mi avrebbero consegnato il diploma.Io e il presidente della banda di Calolziocorte abbiamo partecipato alla santa messa e, come annunciato, mi hanno consegnato il diploma di Socio Onorario della Pontificia Accademia, una onoreficienza che penso mi sia stata conferita per il mio impegno nel sociale.

Inoltre, Adriano Stasi, membro della Pontificia Accademia, ha annunciato che verrò invitato in udienza privata da Papa Francesco.

Grandi complimenti al nostro grande maestro che fa onore al nostro territorio!

 

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