Sulla destra dello schermo compare un nuovo video.

E’ un brano eseguito dal Coro “Chichecanta” nel concerto “L’è chì l’è chì Natale” tenuto ieri sera a Monte Marenzo.

Abbiamo chiesto a Renata Tomasella di poterlo mettere su youtube e sul nostro sito per augurare buone feste a tutti i nostri lettori.

E’ un altro motivo per ringraziare gli amici di “Chichecanta”. Il primo motivo è il piacere di averli ascoltati ieri sera in una Sala Civica gremita di tantissima gente che ha voluto chiudere la lunga giornata di “Natale con Noi” organizzata dalle Associazioni con l’Amministrazione Comunale.

Ma ci sono altre ragioni.

Abbiamo assistito non solo all’esecuzione di brani sul Natale in un “racconto a più voci per coro e strumenti”; abbiamo potuto seguire quanta cultura ci sia dietro ogni singolo brano presentato.

Elisa Barachetti “voce narrante” ha sapientemente letto di volta in volta quanto ha elaborato Cristina Melazzi “voce scrivente” che ci ha fatto conoscere la storia di ogni brano, il tipo di composizione, la sua diffusione geografica e dove e quando è stata raccolta la versione presentata dal Coro.

Così le ninne nanne, le filastrocche e i canti tradizionali sono state meglio assaporate dagli spettatori.

Come la storia del Natale a Monte Marenzo di tanti anni fa, raccontata da Bambina Milani (n. 1925); quando Elisa la legge c’è un incredibile silenzio di grande attenzione fra tutti gli spettatori, anche i bimbi seduti in prima fila smettono di muoversi e ascoltano quella che pare una fiaba.

Racconti e poesie che sono stati come un pizzico di spezia in più al già bellissimo canto del Coro, che ha dimostrato di saper valere anche se da poco insieme.

E’ vero, la prima volta il Coro (ancora senza nome) si era presentato proprio qui a monte Marenzo in occasione del 25 Aprile, ma la sua attuale formazione si trova tutti i lunedì da un paio di mesi e in così poco tempo il Coro è riuscito a preparare uno spettacolo suggestivo e applauditissimo dagli spettatori.

Il merito va a tutti i Coristi: Elvira Barachetti, Nadia Carminati, il Sindaco Gianni Cattaneo (ovazione per lui!), Jessica Cattaneo, Pier Cattaneo, Cinzia Coccoli, Sergio Colombo, Valeria Comi, Bianca Mazzucotelli, Cristina Melazzi, Renata Salacrist.

Agli “ospiti” della serata: Maria Corno (voce), Giuseppe “Pilli” Cossa (uno dei fondatori del “Biglietto per l’inferno”, ieri sera alla fisarmonica) e Manuela Zaniboni.

Merito della direzione del Coro: Renata Tomasella (bravaaaa), che oltre a dirigere ha cantato e suonato un’infinità di strumenti (campanine, piffero, ocarina, flauto).

Insomma un bellissimo concerto con un finale cantato anche da tutto il pubblico e poi un bis!

Renata termina con un invito: “Chichecanta, non è un coro chiuso, aspettiamo altri appassionati che vogliano cimentarsi col canto”.

Bravi ancora tutti e…. Buon Natale con il video di “Chichecanta”

http://www.youtube.com/watch?v=ibK5wSqjhkI

 

Aggiungiamo qui il Programma della serata 2013-12-22 programma

(galleria fotografica di Adriano Barachetti)

5 Commenti

Applausi per “Chichecanta”

  1. a corredo delle parole di Pina, va svelato a questo punto che la testimonianza letta quella sera era della sua mamma, che ringrazio a mia volta per la lunga intervista di allora, nel giardino di casa,interrotta qua e là dall’arrivo di figli e nipoti

    ma anche a far domande ed ascoltare eravamo in più di uno: c’erano Elena Aondi, Valentina Cattaneo,Daniela Fumagalli,Roberta Rosa e Andrea Vassena, per il Gruppo Progetto Giovani promosso dal Comune, coinvolto nel lavoro per il libro sul paese.
    Chissà se anche a loro è rimasto qualcosa di importante da quell’incontro…

    in ogni caso, buon anno!

  2. Nel video di “Cichecanta” è stato sostituito il brano.
    Ora potete ascoltare il canto natalizio francese “Il est né le Divin Enfant”, diffuso anche in Val d’Aosta, derivato da una melodia seicentesca.
    Il brano (tra l’altro proposto come bis nella bella serata-concerto) è eseguito magistralmente dal coro, dagli strumentisti e dalla solista.
    Ascoltateli e… applauditeli!

  3. mentre leggevo ad alta voce ha ricominciato a raccontare ,un tuchet de turù sembraa chissà cusè.grazie Cristina di aver ricordato questo racconto.

  4. Grazie a Cristina per la trascrizione della testimonianza di Bambina Milani.
    Come per tutte le testimonianze raccolte negli anni ’80-’90 qui a Monte Marenzo e che hanno dato vita alle pagine dedicate alla memoria storica (orale)degli abitanti nel libro che abbiamo curato insieme “Monte Marenzo tra storia, ambiente immagini e memoria”.
    Questa testimonianza non è nel libro, Cristina l’ha conservata, ed è per questo che è ancora più preziosa oggi.
    La descrizione di quei Natali del passato, prima della guerra, ha colpito molto gli spettatori del concerto, che lo hanno potuto confrontare col Natale consumistico dei nostri giorni.

  5. Grazie per il bel resoconto sulla serata montemarenzina ‘per Coro e strumenti’! Da parte nostra, è da dire che abbiamo sentito un pubblico accogliente e ‘simpatizzante’, disposto a perdonare qualche défaillance dei meno esperti:c’era un bel calore e questa è una gran cosa,grazie!
    L’apprezzamento e l’applauso per i musicisti, per la nostra direttrice di coro e la solista, nonché per la presentatrice, l’abbiamo condiviso con il pubblico anche noi coristi.
    Sul web, per chi fosse interessato, è possibile rintracciare i percorsi musicali degli intervenuti, che si sono uniti a noi per questo omaggio in musica alla nostra comunità.
    Volentieri trascrivo, come qualcuno mi chiedeva, il breve brano letto da Elisa, (da una testimonianza raccolta il 12.06.1997), che riguardava il pranzo di Natale in paese,occasione quasi unica nell’anno per la famiglia contadina per concedersi qualcosa di buono e di speciale.
    Per qualcuno, a Monte Marenzo, come ci raccontava un’abitante nata nel 1925, questo qualcosa di buono e di speciale poteva essere un piccolo pane, un pane bianco, come dono di Natale per i bambini. Un pane.
    E’ interessante sapere che in ebraico Betlemme (Beit-lehem) significa ‘casa del pane’, “perché la città era un vero granaio”. ( come ricorda l’antropologo Marino Niola ). Ma ecco il racconto di Bambina Milani,nata nel 1925 :
    -“Ah, niente dolci, niente. Solo a Natale. Eravamo contenti quando era Natale perché ci davano una michètta, intiera. Di pane. Perché se no, non si vedeva (mai) il pane. E il nonno andava a Caprino, a comprar qualcosa. Comprava un pezzo di quel torrone, che sa, era a pezzi. Ecco, a Natale ci dava un pezzo di quel torrone, sempre, il giorno di Natale. Lo tagliava lui a pezzi poi, a casa. Comprava il bel pezzo grande, eravamo in tanti, ecco: quello (era l’unico dolce per noi). Dopo, del resto… Abbiamo cominciato il tempo di guerra a fare noi qualche torta. (…) La facevamo nel camino: sotto la cenere” (…)

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