Le più emozionate erano loro, Chiara Burini e Maricela Fontana. Hanno lavorato per mesi, da giugno a ottobre e ieri aspettavano con trepidazione il giudizio di una sala civica stracolma, a Monte Marenzo, dove è stato proiettato in prima assoluta il loro docu-film “C’era.. niente”.

E in prima fila, oltre a loro, c’erano Giovanni Ravasio (93 anni) e Emilia Cattaneo (76 anni), due dei cinque protagonisti (insieme a Vittoria Mangili di 99 anni, Bambina Milani di 90 anni e Carmelina Laura Ravasio di 85 anni) intervistati in questo video.  Erano curiosi di vedersi in un film dove hanno portato la propria testimonianza per questi “Racconti del ‘900“, un affresco per immagini e parole di come è stata la loro vita quando erano bambini e ragazzi.

Anche noi di UPper e l’Associazione AUSER Monte Marenzo (capofila del progetto e in primo luogo la Presidente Carla Magni) eravamo curiosi di sapere come sarebbe stato accolto questo lavoro.

Noi di UPper (Angelo Gandolfi, Giorgio Toneatto, Cristina Melazzi, Angelo Fontana, Sergio Vaccaro) abbiamo visto nascere e crescere questo video passo dopo passo, fin dalla prima riunione in Comune a Monte Marenzo con Simone Gambirasio, referente per l’Amministrazione Comunale e Chiara Zanetti, referente del progetto WorkStation della Comunità Montana Val San Martino Lario Orientale (ieri pomeriggio anche Maurizio Noris, responsabile del progetto era interessato a verificare come questa esperienza di volontariato si è concretizzata).

Ci siamo confrontati con Chiara e Maricela, due giovani rispettivamente di Cisano Bergamasco e Monte Marenzo, che hanno condiviso con entusiasmo l’idea di raccogliere in un video le testimonianza di alcune persone di Monte Marenzo e consegnare alle future generazioni i vissuti di chi era adolescente nella prima metà del secolo scorso.

E con loro abbiamo lavorato dando consigli ed aiutandole, ma il prodotto finale porta la loro firma perché sono Chiara e Maricela ad avere svolto il ruolo principale: quello di relazionarsi con gli anziani che Auser aveva individuato, stendere le domande, entrare nelle loro case, parlare con loro (sotto l’obiettivo delle fotocamere di Giorgio Toneatto usate come mezzi di ripresa video), e poi individuare le scene da mettere nel film scartando tanti altri momenti delle tante ore di riprese filmate, in un faticoso ma efficace lavoro di montaggio.

Abbiamo passato tante ore a confrontarci, ad individuare il modo migliore di rappresentare questi racconti, con un tema di base che era quello di capire come era la cura e la relazione tra le persone e in famiglia. E poi scegliere i racconti dei protagonisti sui giochi d’infanzia, sulla scuola, su come si nasceva e come ci si curava, su come la vita era dura in una comunità prevalentemente contadina. Non potevano mancare i ricordi delle guerre che hanno segnato indelebilmente le loro vite.

In questo confronto abbiamo anche discusso animatamente tra noi e con loro, ma Chiara e Maricela, dopo poche ore, erano già pronte con un’altra proposta da mostrarci. Così sono nati i capitoli del film, la scelta delle immagini (tante quelle tratte dal libro di Monte Marenzo), le musiche, i titoli di coda e il titolo del film. Sono le stesse Chiara e Maricela a spiegarcelo nelle sequenze finali:

La frase che ci siamo sentite dire molte volte è questa: “Allora c’era niente! Era tutto un altro mondo!”. È proprio grazie a queste poche parole che abbiamo capito la grande importanza delle persone che abbiamo conosciuto.

Abbiamo capito infatti che i nostri anziani sono preziosi poiché sono i custodi dei tesori delle nostre tradizioni, della nostra cultura, di valori che a poco a poco si stanno perdendo.

Infine, la cosa che ci ha stupite di più è che, pur avendo vissuto questo tipo di esperienze, sono persone che amano le piccole cose: stare insieme, volersi bene, tenere unite le proprie famiglie ed andare avanti… insieme!

In piedi, vicino allo schermo, posso vedere l’intera sala e guardare i tanti volti che seguono con attenzione il film. Molti ridono divertiti alle battute di Giovanni (che strappa un paio di applausi durante la visione) o alle espressioni di Vittoria. Tutti si fanno più attenti agli ammonimenti e ci si commuove sentendo i ricordi drammatici di Laura, Emilia e Bambina.

Quando iniziano a scorrere i titoli di coda con i ringraziamenti l’applauso è scrosciante, tutti a dire “brave” a queste due fantastiche ragazze che mostrano il loro sorriso.

Le invito sul palco. Chiara, nonostante l’emozione, è lucida e vuole ancora dire della ricchezza di questa esperienza e ringraziare i protagonisti intervistati che si sente di adottare come “nonni”. Persone che hanno raccontato storie fuori dall’ordinario: i campi di concentramento, ragazzine che si sono fatte carico di intere famiglie e che hanno dovuto andare avanti con le proprie forze, accontentandosi di poco; padri e madri coraggiosi, persone che, con il poco a disposizione, cercavano di aiutare come potevano il prossimo.

Maricela è ancora più emozionata, ringrazia il team con la quale ha lavorato e fa sorridere tutti dicendo di essersi “innamorata” di Giovanni! Ed è lei che annuncia di averci fatto, con Chiara, un regalo. Un minuto di immagini “fuori programma”, realizzate nei vari momenti di lavoro, con attimi di divertimento puro, nostro e loro, in questa fantastica esperienza.

Tantissimi i complimenti ricevuti da Chiara e Maricela a fine serata. E anche noi approfittiamo per dire a tutte e due “bravissime e grazie!”.

 

(Le immagini del pomeriggio di ieri sono di Giorgio Toneatto. Si ringrazia l’Associazione Lo Specchio di Calolziocorte e Alberto Nava per il supporto audio-video).

2 Commenti

Ovazione per il film di Chiara Burini e Maricela Fontana “C’era… niente”

  1. davvero bello ed emozionante per noi parenti dei protagonisti,gradirei poter avere la chiavetta per farlo vedere alla mamma.grazie a tutti quanti hanno partecipato alla realizzazione.

  2. Grazie ad Angelo Gandolfi, Giorgio Toneatto, Cristina Melazzi e Sergio Vaccaro! Sono loro che ci hanno seguite spingendoci a dare il meglio di noi, apprezzando le nostre qualità.
    E’ grazie soprattutto a loro se il film è stato un successo! Ovviamente grazie a tutti i protagonisti che ci hanno concesso le interviste!
    Rifarei mille volte questa esperienza perché è stata intensa ed emozionante!
    Complimenti a tutti e sempre avanti così!

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