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Malawi: un sostegno per una scuola di vita

Lo scorso lunedì ho avuto la fortuna di partecipare, presso l’oratorio di Sala, ad un affollatissimo incontro sull’andamento del progetto delle adozioni a distanza in Malawi da parte dei Missionari Monfortani.

Relatori dell’incontro sono stati Padre Piergiorgio Gamba, responsabile delle adozioni a distanza, e Betta, una professoressa di Treviglio che si dedica con impegno e passione alla causa. Era presente anche fratel Maurizio Rubini, anch’esso missionario in Malawi, originario di Sala e fautore, insieme alla sorella Teresa, della nascita del gruppo di adozioni della frazione (GRUPPO RUBINI), dove se ne contano più di 130.

Padre Gamba e Betta hanno fornito una panoramica della situazione del Malawi, uno dei paesi più piccoli, più poveri e più densamente abitati dell’Africa. Dopo 30 anni di dittatura, dal 1994 è una giovane repubblica presidenziale, anche se la strada per una vera democrazia è ancora molto lunga. Il paese vive per lo più di agricoltura (tabacco, cotone, the, canna da zucchero, granoturco e frumento) anche se negli ultimi anni è stata aperta una miniera di uranio.

A partire dai primi anni del secolo scorso sono approdati in Malawi i primi Missionari Monfortani, i quali hanno fornito un grande aiuto nei campi dell’istruzione e della salute. Ancor oggi c’è una loro presenza significativa nel paese con progetti attivi nel campo delle comunicazioni (stampa di giornali, libri, riviste, addirittura l’apertura di una stazione televisiva!) e, soprattutto, delle ADOZIONI a DISTANZA.

Attraverso questo programma, iniziato nel 1992, i Missionari Monfortani hanno voluto portare una speranza ad una generazione di bambine e bambini senza futuro, in quanto flagellati da quella terribile piaga chiamata AIDS.

Ad oggi sono circa centomila i casi di AIDS infantile per i quali non è ancora possibile una terapia adeguata e molto spesso gli altri bambini rimangono orfani, dato che gli adulti colpiti sono circa cinquecentomila (su un totale di 15 milioni di abitanti).

L’adozione, in questi 20 anni, ha badato a sfamare, curare e accompagnare questi bambini nella loro crescita.

Oggi sono inseriti nel progetto circa 4000 bambini provenienti da un’area estesa più di 100 kmq.

Il sostegno più importante è sicuramente quello all’istruzione; l’educazione rimane l’unica risposta concreta per aiutare i bambini a farsi grandi e poter affrontare il mondo ed è inoltre considerata il ”vaccino sociale” che può dare garanzie di successo per prevenire l’AIDS.

La missione è molto complicata: l’educazione non è obbligatoria e di conseguenza il 62% degli alunni abbandona perché la scuola viene considerata secondaria rispetto alle emergenze, alle difficoltà di sopravvivenza e all’alta mortalità che ancora si registra. In aggiunta a tutto ciò vi è l’estrema povertà della scuola stessa: pensate che in Malawi mediamente ci sono aule composte da 100 bambini (Padre Gamba assicura che comunque la loro attenzione è emozionante!) e mancano strumenti fondamentali come libri (circa un libro ogni 27 alunni, dal costo pari ad un mese di stipendio) e quaderni.

La proposta di sostegno a distanza dei Missionari Monfortani consiste in un aiuto economico annuale di 250 euro grazie al quale si garantiscono principalmente:

 

  • un piccolo reddito mensile che sostiene tutto il nucleo famigliare;
  • l’aiuto per la scuola;
  • cure, assistenza medica e supporto nelle emergenze;
  • farmaci;
  • cibo.

 

L’incontro è stato veramente bello ed emozionante.

Leggere l’entusiasmo, la passione e l’amore per questi bambini negli occhi di Padre Gamba, Betta e di tutta la comunità di Sala mi ha lasciato dei sentimenti molto forti.

Di fronte a queste tragedie e al coraggio di tutte quelle persone che donano tutta o in parte la propria esistenza nel cercare di fare del bene dove ce n’è maggior bisogno, nasce spontaneo pensare a che insulto alla vita siano le polemiche nostrane riguardo all’immigrazione. A volte dovremmo veramente cercare di elevarci e di spostare le nostre riflessioni verso livelli più alti che non il semplice tornaconto personale o la semplice diatriba politica.

 

Chiunque volesse avere ulteriori informazioni su questo splendido progetto può scrivere a romina.papini@tin.it o visitare il sito http://www.missionimonfortaneonlus.it/.

Ricordiamo agli amici di upper che è possibile donare il 5 per 1000 dalla propria dichiarazione dei redditi, basta riportare sul modello il codice fiscale della ONLUS 95141890160.

 

Tutto questo mix di emozioni e riflessioni, oltre ai racconti dei tanti portatori di mal d’Africa che anche a Monte Marenzo abbiamo, mi ha indotto una convinzione: un viaggio in Africa e il contatto quotidiano con questi meravigliosi bambini ti può veramente cambiare l’esistenza!

 

Allego 3 foto che mostrano:

  1. padre Gamba, 
  2. padre Gamba e la comunità di Sala, 
  3. il regalo che la comunità del Malawi ha fatto ai “genitori” di Sala

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Un pensiero su “Malawi: un sostegno per una scuola di vita”

  1. Avatar
    Chiara dice:

    Condivido, come ovvio, tutto quello che ha scritto Daniel in questo articolo.. la serata mi ha emozionata tanto e la gioia dipinda sui volti dei missionari impeganti in Malawi, l’amore per quei bambini e per quelle terre mi sono entrati dentro; quello speciale incontro mi ha resa ancora più orgogliosa di essere da diversi anni ” genitore” a distanza del piccolo grande Witnesi Bwanali. Spero, nel futuro, di riuscire a fare per lui e per i suoi amici qualcosa di più e che ancora più persone possano vivere esperienze come questa.

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