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Una petizione per le biblioteche

Elisa ci invia una mail invitandoci e invitandovi a firmare una petizione per “salvare” le biblioteche dalla legge Levi (di cui Elisa aveva già scritto un articolo a questo link: http://www.unpaeseperstarbene.it/2011/disse-il-saggio-%E2%80%9Cla-cultura-non-si-mangia%E2%80%9D/ )

 

L’obiettivo della petizione è sensibilizzare l’opinione pubblica, nel tentativo di portare alla ribalta il problema che stanno vivendo le biblioteche pubbliche e far pressione sulla classe politica al fine di liberalizzare gli sconti sui libri per le biblioteche.

La petizione sarà indirizzata al Presidente della Repubblica una volta raccolta un congruo numero di adesioni.

La petizione si può sottoscrivere on line a questo indirizzo:
http://www.petizionionline.it/petizione/liberalizzazione-degli-sconti-alle-biblioteche-per-lacquisto-dei-libri/5130

 

 

Ecco il testo della petizione.

 

Egregio Presidente,

il Parlamento Italiano ha recentemente approvato la legge che disciplina il prezzo dei libri: legge n. 128 del 27 luglio 2011, detta anche Legge Levi dal nome del suo primo firmatario.

I sottoscriventi portano alla Sua attenzione, in particolare l’articolo 2 che recita:

1. Il prezzo al consumatore finale dei libri venduti sul territorio nazionale è liberamente fissato dall’editore o dall’importatore ed è da questo apposto, comprensivo di imposta sul valore aggiunto, su ciascun esemplare o su apposito allegato.

2. É consentita la vendita dei libri ai consumatori finali, da chiunque e con qualsiasi modalità effettuata, compresa la vendita per corrispondenza anche nel caso in cui abbia luogo mediante attività di commercio elettronico, con uno sconto fino ad una percentuale massima del 15 per cento sul prezzo fissato ai sensi del comma 1.

3. Ad esclusione del mese di dicembre, agli editori e’ consentita la possibilità di realizzare campagne promozionali distinte tra loro, non reiterabili nel corso dell’anno solare e di durata non superiore a un mese, con sconti sul prezzo fissato ai sensi del comma 1 che eccedano il limite indicato al comma 2 purché non superiori a un quarto del prezzo fissato ai sensi del predetto comma 1. E’ comunque fatta salva la facoltà dei venditori al dettaglio, che devono in ogni caso essere informati e messi in grado di partecipare alle medesime condizioni, di non aderire a tali campagne promozionali.

4. La vendita di libri ai consumatori finali è consentita con sconti fino ad una percentuale massima del 20 per cento sul prezzo fissato ai sensi del comma 1:

a) in occasione di manifestazioni di particolare rilevanza internazionale, nazionale, regionale e locale, ai sensi degli articoli 40 e 41 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;

b) in favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale, centri di formazione legalmente riconosciuti, istituzioni o centri con finalità scientifiche o di ricerca, biblioteche, archivi e musei pubblici, istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, educative e università.

Il presente articolo penalizza le Biblioteche che, fino all’approvazione della legge in oggetto, godevano di sconti, sull’acquisto dei libri, ben superiori..

Fino al 31 agosto, infatti, – giorno innanzi all’entrata in vigore delle legge Levi -, le biblioteche potevano acquistare volumi con sconti superiori anche al 30%.

In tempi di bilanci falcidiati, di contenimento della spesa pubblica – di cui le biblioteche sono tra le prime vittime – e sconti ridotti, si è impoverita, e di non poco, la possibilità di acquistare libri per le biblioteche.

Questo significa poter fornire ai cittadini sempre meno titoli e qualità dei cataloghi, che diventeranno, per forza di cose, largamente incompleti.

Con questa petizione, Le chiediamo di farsi portavoce del danno che la presente disciplina dei prezzi dei libri sta già arrecando al sistema Biblioteca, sensibilizzando il Governo e il Parlamento per una revisione della legge, almeno per quanto riguarda gli aspetti economici delle biblioteche.

Chiediamo che lo sconto sui prezzi di copertina possa essere liberalizzato come in passato.

Questo consentirebbe comunque, a fronte di una riduzione degli investimenti, una maggiore possibilità di acquisto e, quindi, di conoscenza gratuita per i nostri concittadini.

Grati per l’attenzione e certi della Sua sensibilità, cogliamo l’occasione per porgerLe i più sentiti saluti.

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