Molti amici e spettatori che hanno assistito alla rappresentazione teatrale di “Io sono la mia opera” a fine dello spettacolo ci hanno suggerito di portarlo nelle scuole.

Da tempo avevamo già in programma di farlo per i ragazzi e le ragazze dell’Istituto Bertacchi di Lecco. I contatti avuti con il Dirigente scolastico e alcuni Docenti hanno concretizzato il progetto che doveva tenersi nei giorni intorno al 25 novembre, giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

La Professoressa Valeria Cattaneo ha fatto da tramite e da coordinamento presso gli altri Docenti e si è attivata presso la Provincia di Lecco che ha autorizzato l’uso della Sala Ticozzi e stamattina abbiamo messo in scena (gratuitamente) nuovamente lo spettacolo.

C’era in noi la preoccupazione che il messaggio fosse pienamente compreso dai ragazzi e temevamo la loro stanchezza dopo alcune ore di scuola, magari costretti a venire a teatro non per scelta ma per obbligo scolastico.

Insomma ragazzi, ve lo confessiamo, eravamo preoccupati del vostro giudizio più di quello di un pubblico adulto che per scelta aveva deciso di venire ad ascoltarci…

Ma sembra sia andata bene, almeno sentendo alcuni pareri alla fine dello spettacolo.

Parlare di violenza di genere e di discriminazione verso le donne è un tema non facile.

Le sei attrici che avete visto recitare questa mattina hanno dato voce a personaggi diversi tra loro in un arco di tempo che va dal III sec. a.C. ad oggi. Vite discriminate, violate, soppresse barbaramente: l’ateniese Agnodice (Daniela Turla), perseguitata per l’esercizio dell’arte medica; Ipazia (Paola Viganò), filosofa e scienziata alessandrina, straziata dal fanatismo di integralisti cristiani; Artemisa Gentileschi (Elisa Barachetti), limpida e violentata pittrice caravaggesca; Olympe de Gouges (Claudia Pavoni), femminista ante litteram della rivoluzione francese e da questa ghigliottinata. Fino ad arrivare all’oggi: Anna Politkovskaja (Sara Faggiano), giornalista russa, uccisa per aver denunciato le violenze commesse dalle truppe di Mosca in Cecenia e in altre ex repubbliche sovietiche; Hina Salem (Aurora Spreafico), ragazza bresciana di origine pakistana, trucidata dai familiari perché pretendeva il diritto di vivere come qualsiasi ragazza italiana.

Oltre alle altre protagoniste un plauso particolare a quest’ultima interprete, Aurora, che frequenta il vostro Istituto; una compagna di studi che nel suo piccolo intervento dopo lo spettacolo ha espresso la sua soddisfazione personale se è riuscita a dar voce al suo personaggio, a far arrivare nel cuore di tutti la sua storia.

Questo era l’obiettivo di questo nostro laboratorio teatrale: dar voce a quelle donne, nel passato e ancora oggi che subiscono discriminazione e violenza. I cartelli finali che le attrici espongono danno ancora dati drammatici, siamo ancora ben lontani da una effettiva parità.

Ne abbiamo discusso tutti insieme dopo lo spettacolo, contenti di avere avuto un pubblico così giovane e così attento. E avremmo voluto sentire i vostri pensieri su questo tema (peccato non avere avuto lo spazio per farlo questa mattina). Magari, se volete, potete farlo qui sotto, lasciando un commento.

Sul palco, con le sei attrici, quattro bravissimi giovani musicisti, gli “Ouroborus” che hanno composto le musiche e l’hanno eseguite in acustico accompagnando alcuni momenti dello spettacolo.

E dietro le quinte Roberto Milani alle luci e Sergio Vaccaro che ha tenuto insieme questa compagnia, una scommessa, pare vinta, che la nostra Associazione UPper Monte Marenzo è riuscita a produrre uno spettacolo di “teatro civile”.

Ringraziamo l’Istituto Bertacchi per averci dato questa opportunità di confronto con voi ed in particolar modo la Prof. Valeria Cattaneo, la Provincia di Lecco, le Autorità intervenute e le voci che avete ascoltato delle Associazioni che operano sul territorio e aiutano le donne vittime di violenza: la presidente di “L’altra metà del cielo” di Merate e una rappresentante di “Telefono Donna Lecco”.

E grazie a voi ragazzi e ragazze, per la vostra attenzione, per i vostri applausi e per le rose ricevute  :-)

Qui un fotogramma del video a cura di Giorgio Toneatto.

(a questo link le foto dello stesso spettacolo a Germanedo in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne  http://www.unpaeseperstarbene.it/2013/le-foto-di-adriano-barachetti-di-io-sono-la-mia-opera/  – Foto di Adriano Barachetti)

 

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