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Niente paura, con le ACLI attraversiamo il cambiamento

Niente paura, con le ACLI attraversiamo il cambiamento” è questo lo slogan che Papa Francesco ha proposto alle ACLI. Oggi, ancora di più rispetto al passato, siamo circondati dalla paura. Le minacce e le paure devono essere superate dalla comunità. La comunità infatti crea fiducia, attraverso uno sguardo speranzoso. La storia ha senso, se viene costruita dalle fatiche delle persone che costruiscono ed aiutano le nostre comunità, giorno per giorno.

Domenica 24 gennaio 2016, presso l’oratorio di San Zenone, a Cisano Bergamasco, si è tenuta l’assemblea dei soci e rinnovo delle cariche del Circolo ACLI.

Sul palco ci vengono presentati dal Presidente Carlo Frigerio: Don Roberto Gallizioli dell’Unità Pastorale di Cisano Bergamasco, la vice presidente Miriam Rondi, il vicepresidente delle ACLI di Bergamo, Daniele Rocchetti e il delegato vescovile pastorale del lavoro Don Cristiano Re. All’assemblea partecipano anche: il curato Don Enrico Cortinovis, Mons. Enrico Rosa, il presidente delle ACLI di Celana e di Calolziocorte.

http://www.unpaeseperstarbene.it/2016/donne-e-uomini-capaci-di-carita/

Carlo Frigerio ha elogiato l’assemblea presente in sala, perché si presenta come buona base per il futuro delle ACLI: “Bisogna partire dalle fragilità di ognuno” ha incominciato il suo discorso: “per condividere percorsi di cambiamento. Bisogna tornare ad incrociare gli sguardi di chi chiede aiuto, accogliendo la voce di chi voce non ne ha! Al centro ci deve essere l’Uomo non il servizio. I fatti molto spesso parlano più delle parole. Le parole ci spingono, ad avere davanti un futuro da rielaborare con i fatti. Bisogna continuare a curare le persone per ottenere risultati, coltivare valori e tutto ciò che è essenziale”.

Prende la parola la vice presidente Miriam Rondi che offre una relazione della situazione delle ACLI, elencando i vari servizi fruiti alla comunità. Tra i tanti servizi, viene ricordata la distribuzione di grana padano per le zone che hanno visto il terremoto nella bassa Lombardia. Nel 2013 le ACLI hanno aiutato nello stesso modo Padre Gianluigi Spoletti, missionario in Brasile. Nel 2015 le ACLI si sono impegnate nell’aiuto all’Associazione San Martino, attraverso la distribuzione di alimenti con fondi provenienti dalla comunità europea.

Parla successivamente il vicepresidente delle ACLI di Bergamo, Daniele Rocchetti che dice: “il circolo non esiste per se stesso, ma per essere fecondo”. “Prima di tutto”, inizia il discorso il vicepresidente” bisogna abitare il presente: molti sono prigionieri del passato, basato sulla loro esperienza ma dovrebbero accorgersi dei cambiamenti. Non bisogna perdere la memoria del nostro passato e della nostra storia; allo stesso tempo bisogna avere un’analisi aperta del futuro. Bisogna creare delle “terre di mezzo”: dei territori che mettono al centro le persone, l’umano, la pace. Creare delle terre di mezzo significa superare l’indifferenza: attuare una ricerca del volto, non della maschera; abbandonare la litigiosità con stimoli di pace. Le ACLI invece, sono rimasti luoghi di R-esistenza: sono stati formati dei circoli tra le varie comunità parrocchiali, che hanno deciso di aggregarsi e discutere su temi che ci accumunano.

http://www.unpaeseperstarbene.it/2016/tempi-di-pensiero-per-decifrare-il-confuso-presente/

Molto importate è continuare ad avere delle radici: la consapevolezza delle proprie tradizioni. Le storie delle ACLI sono storie di passione, coerenza, gratuità, senza ansie e patemi. Si deve imparare a leggere un territorio di cambiamenti come il nostro; cercare di avere le “antenne”, per trovare delle parole di democrazia. Per democrazia si intende: pace, lavoro, imparare la lingua di donne e uomini che fanno comunità“.

Interviene infine Don Cristiano Re, proponendo una relazione sulla lettera consegnata dal Vescovo, Mons. Francesco Beschi: Uomini e Donne capaci di carità.

http://www.diocesibg.it/home_page/lettere/00003225_Lettera_Pastorale_2015_2016.html

La lettera del Vescovo Francesco si sofferma sul tema della carità. La carità comprende tutte le sfaccettature della vita di ognuno: la famiglia, l’educazione, il lavoro, la scuola, la società, la salute, la politica. Avere dei valori significa portarli avanti in tutti questi ambiti. La lettera si sofferma anche sul tema della misericordia, pilastro portante del Giubileo 2016: bisogna essere capaci di attraversare le porte della nostra vita attraverso gesti di misericordia, partendo dalle piccole cose.

Un altro tema è l’icona della lettera: il buon samaritano. Questa icona è la rappresentazione del passaggio dalle parole ai fatti. L’uomo è capace di fare del bene, ma molte volte “tira dritto” e non si ferma nelle occasioni di reale bisogno del prossimo. C’è bisogno di fermarsi, di dedicare il tempo che pensiamo di non avere. Non “tirare dritto” significa fare il bene ogni giorno, partendo dalle piccole cose: significa non chiudere la porta a colui che chiede aiuto. Noi in realtà abbiamo bisogno del nostro prossimo, perché è lo specchio del nostro Io: è l’incontro con l’altro che rivela chi siamo, che rivela l’Io. Bisogna vincere l’indifferenza per conquistare la pace, non stare fermi nell’inerzia, mentre il mondo cambia.

Cliccare sulle immagini sottostanti per visualizzare diversi momenti dell’assemblea

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Le ACLI danno appuntamento il 24 aprile 2016, con una gita nel cuore alla riviera del Brenta.

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Un pensiero su “Niente paura, con le ACLI attraversiamo il cambiamento”

  1. Sono una ex allieva della professoressa Rondi Miriam, che fu mia insegnante di latino e greco, nonché preside del medesimo Istituto. Mi chiamo Lauretta Colombo ed ero in classe con Felicitas Spaziante, Luca Riccadonna, Luca Baio, Paola Villa, Paolo Lovotti ecc. (in classe eravamo 8). Io e Luciano Bova vorremmo andare a trovare la professoressa Rondi, che ricordiamo con piacere, ma non sappiamo co e contattarla. Per favore potreste informarla. Se vuole può contattarmi su questa questa e-mail o sul mio cell. 3924388116. Grazie e cordiali saluti.

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