100 anni fa terminava la prima guerra mondiale. Non un giorno di guerra, fu il primo giorno di pace dopo tanti anni di atrocità.

Non bastò agli Italiani quell’esperienza. Mussolini e il fascismo, pochi anni dopo, portarono l’Italia incontro ad altre tragedie. Sì, proprio quelli che, ancora oggi, qualche nostalgico ignorante ripropone come modello.

A noi piace ricordare il 4 novembre come un giorno di pace.

Parole di Pace si sono sentite oggi in Chiesa a Monte Marenzo, nell’omelia di Don Giuseppe, e parole di pace ha pronunciato, nel suo discorso ufficiale, il Sindaco Paola Colombo, in piazza, accanto al Monumento dedicato ai caduti di Monte Marenzo in quel conflitto.

La cerimonia è iniziata proprio ricordando i loro nomi e la loro giovane età da parte di un componente del Gruppo Alpini di Monte Marenzo. E’ stato il primo anniversario del 4 novembre senza Elio Bonanomi (in tanti oggi hanno rivolto un pensiero all’amico scomparso), che abbiamo visto in questa piazza l’ultima volta un anno fa.

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Anche noi, attraverso la ricerca, la storia, la letteratura e i racconti, abbiamo più volte ricordato quel sanguinoso e terribile conflitto.

Lo abbiamo fatto 3 anni fa, il 24 maggio 2015, nel centenario dell’inizio della guerra, promuovendo lo spettacolo “Il grande capitano” dell’amico Carlo Arrigoni (qui l’articolo e il video di quella serata).

Poi, in diverse occasioni, sempre 3 anni fa, abbiamo messo in scena, con il Coro Chichecanta di Monte Marenzo ed alcuni amici di UPper, le parole e i canti del “grande inganno della guerra” con lo spettacolo “Ragazzine vi prego ascoltare”, che ripercorreva le pagine del “Diario della vita in guerra”, scritto dal soldato Arturo Sala, nato ad Olginate, che ha combattuto sul fronte del Cadore tra il 1915 e il 1916. Qui i link ai tre spettacoli al Monastero del Lavello di Calolziocorte, a Monte Marenzo e a Olginate.

Quest’anno, a maggio, sempre con il Coro Chichecanta e con un gruppo di studenti, dodici splendide ragazze e un ragazzo dell’Istituto Superiore Lorenzo Rota di Calolziocorte (classi 3^ B AFM e 4^ G),  abbiamo messo in scena “La rondine e il soldato” , a conclusione di un laboratorio di alternanza scuola lavoro basato su una documentazione originale, legata alla cosiddetta ‘gente comune’ del nostro territorio: la storia non ‘ufficiale’, raccontata con le parole, gli scritti, i canti, di chi ha direttamente e quotidianamente vissuto, al paese o al fronte, la tragica esperienza di quella Guerra che si è conclusa proprio cento anni fa, ma che non ha purtroppo segnato la fine delle guerre. “La rondine e il soldato” è stata l’occasione di proporre la testimonianza video di Vittoria Mangili (del 2008), realizzata da Cristina Melazzi e Roberto Milani risale al 2008.  Vittoria, la nostra concittadina centenaria, nata nel 1916 proprio durante il primo conflitto mondiale è la testimonianza della corrispondenza privata tra il paese e il fronte, tra la madre di Vittoria ed il padre, una giovane coppia divisa dalla Grande Guerra. Un commovente ricordo con messaggi di vita e d’amore affidati a decine di cartoline.

Sempre nel 2015, a novembre, negli spazi espositivi del Monastero di Santa Maria del Lavello a Calolziocorte, alla Mostra “1915-1918 Guerra! Tracce per pensare”, a cura del Sistema Museale della Provincia di Lecco, collaborammo anche noi di UPper, proponendo, oltre al video di Vittoria Mangili, un altro video (anche questo realizzato nel 2008 da Cristina Melazzi e Roberto Milani e adattato per la Mostra al Lavello da Graziano Morganti e Chiara Burini):  “Quello è mio fratello e io vado a salvarlo”, una testimonianza di Onorato Isacco che racconta le vicende al fronte di suo padre, un episodio drammatico della vita di trincea.

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Qui sotto trovate le immagini della giornata di oggi in ricordo del 4 novembre, scattate da Adriano Barachetti che ringraziamo.

 

 

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