Un inizio ed un finale non scontati oggi, alla cerimonia del 25 Aprile a Monte Marenzo.

Il Sindaco Paola Colombo dovrebbe iniziare il suo discorso ufficiale, invece legge una poesia.

La poesia è di AnnaMaria Scapolo che nei giorni scorsi ci ha fatto avere questi versi: ” Desiderio struggente di casa, / occhi che guardano il cielo / e nel cuore un’eco di girotondi. // Voci lontane / di affetti familiari, / ricordi che turbinano col vento, / tengono al caldo l’anima. // Sei tu, soldato, che senti / piagarsi i piedi ai calzari, / di fango e di neve / e aspetti pregando / Iddio che allontani / da te il prossimo colpo. ”

Parole che fanno pensare all’assurdità e alla violenza della guerra.

Alla fine della cerimonia, nell’atrio del Comune, dove sta iniziando il rinfresco offerto dal Gruppo Alpini e dall’Amministrazione Comunale, Renata Tomasella ed alcuni coristi del Coro Chichecanta di Monte Marenzo intonano Bella Ciao. Al coro si uniscono tutti, in prima fila il Sindaco e, al suo fianco, Fausto Mangili, rappresentante dell’ANPI di Monte Marenzo. ” Una mattina mi son svegliato / O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao / Una mattina mi son svegliato / E ho trovato l’invasor. / O partigiano portami via / O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao / O partigiano portami via / Che mi sento di morir “.

Parole cantate che fanno ricordare l’oppressione nazifascista e il ruolo dei Partigiani e della Resistenza che ci hanno restituito la libertà.

Poco prima della conclusione della cerimonia ufficiale Cinzia Mauri ci ha fatto riflettere con altre parole: “La Resistenza deve continuare anche oggi, non può essere considerata solo come un ricordo impolverato proveniente da un passato lontano, sempre più estraneo. Bisogna resistere alla paura. Resistere alla paura vuol dire comprendere perché migliaia di esseri umani lasciano le loro terre e i loro cari per attraversare il deserto e il mare, per andare verso un paese sconosciuto. Resistere alla paura vuol dire provare curiosità e interesse, cercare l’incontro con sguardi e mani. La paura è un sentimento cieco e sordo, non ascolta parole e spiegazioni”. 

Don Giuseppe ha aperto la Cerimonia con la sua benedizione e non ha mancato di dire alcune parole sulla Pace: “Penso che in tutti noi ci sia il desiderio, la volontà, la forza di mettere in pratica e realizzare la pace, iniziando da noi stessi, da coloro che vivono con noi, dal nostro paese, dalla nostra Europa e dal nostro mondo. È l’impegno primario di ogni uomo e donna che abita sulla terra”. 

Il Sindaco, Paola Colombo, ricordando le recenti stragi in Nuova Zelanda e in Sri Lanka ha sottolineato quanto sia fragile la pace. Un dono prezioso che noi abbiamo ricevuto e che dobbiamo difendere con tenacia, ricordando ogni giorno il prezzo pagato per ottenerla. L’intero discorso potete leggerlo a questo link: 25,04,2019

Il Gruppo Alpini, ha scandito i momenti solenni della cerimonia: l’alzabandiera, l’Inno di Mameli ed il Silenzio per i Caduti. La giornata è proseguita con un ristoro alpino al Parco Penne Nere.

Il racconto fotografico è stato curato da Angelo Fontana e Sergio Vaccaro.

Qui i momenti della cerimonia del 25 Aprile.

Qui la prima parte della mattinata, iniziata con i nuovi 11 nati del 2018, accompagnati dai loro genitori ai quali è stato consegnato l’albero della vita offerto dall’Amministrazione comunale. Una bella tradizione che si rinnova da ben 27 anni.

 

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