Tra il luccicare degli alberi, un po’ veri un po’ finti, di questi giorni natalizi, qualcuno ha voluto illuminarci sulla vicenda misteriosa degli alberi e delle piante, nostri insostituibili compagni di vita terrestre.

Molto più che compagni, in realtà.

“Ho immaginato – scrive Stefano Mancuso, scienziato del LINV, Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale – ho immaginato che le piante, come genitori premurosi, dopo averci reso possibile vivere (…) corrano di nuovo in nostro soccorso, regalandoci delle regole (…) da seguire come vademecum per la sopravvivenza della nostra specie.”

Il vademecum di salvezza per gli umani vien giù direttamente dalle regole di vita delle piante, dal modo di comportarsi di quell’immenso mondo verdeggiante che a scuola chiamavamo ‘regno vegetale’ e che Mancuso, più democraticamente, qualifica come La Nazione delle Piante: “la più popolosa, importante ed estesa tra le Nazioni terrestri.”

Una Nazione che non solo pre-esiste ai viventi umani – apparsi sul pianeta qualche miliardo di anni dopo – ma dà loro, non certo metaforicamente, il ‘respiro’ per vivere: “Esistiamo grazie alle piante e potremo continuare ad esistere soltanto in loro compagnia”.

Occorre, così, rovesciare la prospettiva che vede le Nazioni umane, le Superpotenze, al comando della Terra: Stati Uniti, Cina, Russia, Europa…? No, è la Nazione delle Piante “l’unica, vera ed eterna potenza planetaria”.

“Anche se si comporta come se lo fosse, l’uomo non è affatto il padrone della Terra, ma soltanto uno dei suoi condòmini più spiacevoli e molesti”: così, infatti, risulta dalla grave situazione ambientale in cui ci troviamo oggi.

Ma c’è una speranza, scrive lo studioso: lasciarci guidare dalle piante, che ci propongono una “rivoluzione” semplice e importante, fondata su quei principi di base che, regolando la loro vita, sono in realtà estensibili all’intera “Comunità dei viventi.”

Vale dunque la pena andare a vedere quali siano i dettami (gli ‘articoli’) di quella che Mancuso definisce la breve “Costituzione” o “Carta dei diritti” delle Piante: sono in tutto otto, (molto meno di quelli della nostra bella Carta!) e lo scienziato li elenca e li illustra, in un serissimo e documentatissimo gioco, nel piccolo volume – di recente pubblicazione – intitolato proprio “La Nazione delle Piante” (Laterza, 2019).

Chi volesse, trova il libro anche nella nostra Biblioteca (da domani, appena lo restituisco…), apritelo, guardatelo.

È un incontro sorprendente, un viaggio, veloce e intenso, alla scoperta dei nostri simili che così poco conoscevamo, da cui poter imparare, umilmente ma consapevolmente, ‘a stare al mondo’.

Trascrivo il primo e gli ultimi articoli, come assaggio:

Art. 1- La terra è la casa comune della vita. La sovranità appartiene ad ogni essere vivente.

Art.7- La Nazione delle Piante non ha confini. Ogni essere vivente è libero di transitarvi, trasferirsi, vivervi senza alcuna limitazione.

Art.8- La Nazione delle Piante riconosce e favorisce il mutuo appoggio fra le comunità naturali di esseri viventi come strumento di convivenza e di progresso.

 

Guardiamo in su e lasciamoci prendere per mano: se il Natale, che da noi cade tra giornate d’inverno brevi e gelate, auspica e festeggia, nelle diverse culture e tradizioni, la scintilla della vita che ritornerà, chi più delle piante – il respiro del mondo, la sapienza del verde che muore e rinasce – può accompagnarci per un tratto?

 

Cristina M. – 18 dicembre 2019

Concorso UPper: “Fotografo la mia vacanza” 3^ ed. Titolo: “Mi scusi… Lei…” – scattata il 16 agosto 2013 – Cathedral Grove, MacMillan Provincial Park, Vancouver Island, British Columbia, Canada. Autore Salvatore Monteduro

 

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