Browse By

Margherita e i Folletti

“Buongiorno, state già scendendo?”

Tarda mattina di domenica 2 luglio: verde il bosco, tranquillo il caldo, sentiero verso l’altura di Santa Margherita.

Incrociamo il cammino – ed i saluti da camminatori- con due escursionisti, sorridenti, lei dotata di racchette e lui di fluente candida barba. Sto salendo per la giornata, un po’ speciale, di apertura della chiesina, che coincide con la ricorrenza annuale dedicata dalla Parrocchia alla Santa.

“Avete già visto la chiesetta?”“Solo l’esterno, c’è la funzione religiosa in corso.”

“Vi interessa dare uno sguardo all’interno? Ci sono gli affreschi…”

Uno sguardo veloce d’intesa tra loro e, in un attimo, un cambio di marcia e siamo in tre a salire. Lei venuta da Garlate, lui (se ben ricordo) da Galbiate, si rivelano poco dopo intenditori appassionati e interlocutori stimolanti, su storia, arte, libri!

Sono i primi due visitatori della giornata che, prolungatasi un po’ oltre l’orario previsto, vedrà avvicendarsi più di una ventina di persone. Tra loro, alcune di Monte Marenzo con amici da fuori (una giovane ragazza è davvero sorpresa di trovare questo ‘scrigno d’arte’ e ci lascia il suo recapito per ricontattarla), mentre il gran numero di partecipanti alla funzione mattutina, cui è per lo più ben nota la storia illustrata di Margherita, lascia il colle verso il richiamo del mezzogiorno in valle.

Vengono, invece, dai paesi limitrofi e dalla bergamasca altre e altri ‘turisti culturali’, richiamati dal messaggio del FAI a visitare il complesso di San Michele e, nell’occasione, anche l’oratorio di Santa Margherita. Poiché il consiglio, ci riferiscono, era di affrontare a piedi il percorso – non agevolissimo e disturbato da zanzare e calura – verso il monte, arrivano trafelati, ma subito mettendo a frutto la macchina fotografica che si trasforma da peso nello zaino a preziosa compagna.

A mia volta, scatto qualche foto a chi, con una immagine, vuole portare con sé qualche frammento delle Storie che Stefano, salito di primo pomeriggio, va illustrando con passione ai presenti.

Quando lo lascio è ormai quasi a scadenza l’orario che avevamo indicato per l’apertura, ma ancora restano con lui due ragazze ed un giovane che hanno voglia di guardare da vicino cosa nasconde il piccolo edificio sul monte.

Le luci interne aiutano nell’intento, ma rivelano anche di quanta cura avrebbero bisogno le pitture (un aggiornamento del restauro) e, in qualche misura, l’interno della chiesina, mentre l’erba tenuta regolata all’esterno è il segno del lavoro insostituibile degli Alpini.

Scendendo, è un piacere soffermarsi a leggere i piccoli, ben fatti, attraenti e precisi pannelli, che spuntano silenziosi a corredo di alcuni degli alberi più diffusi nei nostri boschi: sono il frutto di un bel lavoro con i bambini della seconda Primaria di Monte Marenzo (vedi articolo  https://www.unpaeseperstarbene.it/2023/esploratori-di-piante/).

Chissà perché, mi viene da salutarli come fossero Folletti dei boschi, forse non scomparsi del tutto da questa nostra maltrattata Terra.

Un frusciare di foglie: è un arrivederci, alla prossima. (qui le date dei prossimi appuntamenti)

Cristina Melazzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.