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La piuma blu e il museo itinerante

Alla più piccola del gruppo (forse 5 anni) sono piaciute molto le piume. Guardarle da vicino, toccarle. Ne era incuriosita, tanto da consolarsi almeno un po’ per la stanchezza della salita e la fame di merenda, ahimè scordata dalla nonna che l’accompagnava.

Il ‘momento delle piume’ è stato quello conclusivo del percorso ambientale condotto ieri pomeriggio da Luca Redaelli, giovane ed esperto naturalista. Percorso seguito con notevole interesse dai numerosi partecipanti all’ultima delle domeniche estive dedicate al Monte Santa Margherita.

Per accompagnarci, questa volta in particolare “Alla scoperta del bosco”, la nostra Guida aveva programmato quattro tappe, ognuna a tema diverso, lungo il sentiero che da Pòrtola giunge alla chiesetta: dove, nel frattempo, era previsto che Stefano Micheli e Paola Addivinola accogliessero altri visitatori per ammirare il ‘gioiello’ affrescato.

L’avvio del cammino, con passo tranquillo (anche per aspettare qualcuno che ha avuto dificoltà a trovare indicata la strada!) ci introduce al paesaggio della collina e all’ambiente naturale (geologicamente di origine glaciale) che lambisce il corso dell’Adda, con l’invito ad osservare intorno a noi ed a porre domande e curiosità. Poi il cerchio dei camminatori riprende la salita.

La sosta successiva è dedicata alla vegetazione, con una rassegna delle principali essenze arboree ed al loro fondamentale utilizzo nell’economia contadina dei nostri paesi, a cominciare dal castagno, prezioso da opera e come alimento.

Qui il racconto è svolto, quasi in forma di quiz, a partire dalle differenti varietà di foglie, raccolte e catalogate da Luca in precedenti sopralluoghi sul percorso. Ce le passiamo di mano in mano, cercando di individuarne la provenienza ed il diverso apporto dell’intervento umano sulla loro diffusione.  C’è anche un rametto, in apparenza dotato di tante foglie, che si rivela essere un’unica foglia!

La terza tappa è dedicata agli animali che abitano il bosco. Da quelli più noti (elencati via via dai camminatori) a quelli, molto più numerosi e veri protagonisti della vita naturale del bosco, ma meno osservabili: cioè tutto il mondo dei piccoli e piccolissimi animali, compresi ogni tipo di insetti.

Qui la sosta si allunga per richiamare l’attenzione sulla vita in pericolo di un piccolo crostaceo diffuso nei nostri fiumi e torrenti: il gambero d’acqua dolce (Austropotamobius pallipes italicus).

In passato oggetto di raccolta attenta anche per la tavola contadina, ben noto anche qui in paese fino a qualche decennio fa, questo animaletto è oggi a rischio severo d’estinzione a causa sia di mutamento climatico e inquinamento, sia dell’introduzione invasiva di una specie affine, nota come gambero della Louisiana, che lo sta annientando.

 

Ed eccole le due specie accostate, come in un museo (itinerante!) di scienze naturali: Luca ci mostra i carapaci (lo scheletro esterno che l’animale lascia quando va in muta) per riconoscerli e distinguerli. Ci dà semplici ma importanti indicazioni di comportamento al riguardo, per quando ci muoviamo tra lago e torrenti.

L’ultima tappa ci porta ormai ai piedi della gradinata che sale alla chiesetta. È arrivato finalmente il ‘momento delle piume’!

Luca Redaelli, laureato in Scienze naturali e prossimo alla laurea magistrale, si occupa in particolare di Ornitologia, ossia di studio degli uccelli. Un mondo infinito, che ha vita anche tra il bosco che abbiamo attraversato, cogliendo forse qualche volo o suono o qualche traccia: nidi e piume, appunto.  Segni di riconoscimento delle specie che passano stagionalmente sopra i nostri cieli o abitano nei nostri boschi. Luca ci guida a osservare da vicino e ‘dal vero’ alcune tipologie di piumaggi della sua collezione, solo in apparenza simili, confrontandole con le immagini degli uccelli più presenti nel nostro territorio: dal picchio rosso maggiore all’airone cinerino, dalla poiana allo sparviere, fino ai notturni (o meglio, crepuscolari) allocco e civetta ed alla colorata ghiandaia.

Così, una minuscola, brillante, piuma striata di blu va in dono nella piccola mano della bambina che la guarda seria. Qualcosa di bello le resterà di questa camminata senza merenda!

Qualcosa di bello e di nuovo resterà, crediamo, a tutto il gruppo dei ‘camminatori in natura’ che, grazie a Luca Radaelli, hanno vissuto un’insolita esperienza.

E tuttavia non rinunciano, arrivati fin qui, alla visita in chiesetta, dove, finalmente seduti e rinfrescati, si dispongono ad ascoltare la dettagliata illustrazione di Stefano che percorre la storia dipinta di Margherita.

È vero, si diceva sulla via del ritorno con la nostra Guida: non c’è poi stato il tempo per parlare, se non per cenni, dell’emergenza clima e delle trasformazioni dei nostri boschi, a volte drammatiche. Ma lo troveremo quel tempo e, in ogni caso, qualche consapevolezza in più sul valore dell’ambiente che ci circonda, della natura che vive e ci permette la sopravvivenza è già un passo.

Grazie a tutte e tutti i partecipanti!

Cristina Melazzi

Galleria fotografica a cura di Cristina Melazzi.

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