Rukeli, l’altro Olocausto e le domande di oggi
Mai come quest’anno, forse, il Giorno della Memoria suscita rimandi a vicende del nostro presente.
Ne è testimonianza anche l’incontro di martedì sera in Sala civica, dove un pubblico numeroso ed attento ha partecipato all’iniziativa per la Giornata della Memoria promossa dall’Associazione culturale UPper, con ANMIG Lecco, ANPI Lecco e Valle san Martino, Comune e Biblioteca di Monte Marenzo, Circolo ARCI Spazio Condiviso.
Nel video, Davide Verrazzani, attore milanese, ha raccontato la storia, poco conosciuta, di un ragazzo, Johann Trollmann (1907/1944), detto Rukeli (Albero), pugile valente, che “sfidò Hitler”.
Una storia individuale come questa, mentre ci avvicina più direttamente al singolo protagonista, con cui quasi ci identifichiamo, nello stesso tempo può far luce su cosa significasse per tanti altri, per tutti, vivere in un determinato periodo storico.
Per chi, secondo il regime vigente nella Germania tra gli anni ’30 e ’40 del ‘900, non rientrava nella categoria degli ‘aventi diritto ad esistere’, significava vivere pericolosamente.
La parabola del giovane boxeur agile, veloce, semplice e generoso, che ‘danza’ sul ring suscitando l’ammirazione del pubblico, fino alla conquista del titolo nazionale dei mediomassimi, sembra luminosa. È, invece, destinata a infrangersi contro l’assurdità delle leggi razziali: Rukeli è di etnia Sinti, non ha diritto a rappresentare la nazione ‘ariana’, anche se il campione è lui.
Un campione coraggioso: privato del titolo, quando gli viene imposto un nuovo combattimento, la sua incredibile sfida sarà salire sul ring in versione ‘ariana’, imbiancato di farina sul corpo e tinti di biondo gli scuri capelli ‘da zingaro’.
Nel 1942 sarà internato nel lager di Neuengamme e poi a Wittenberge, dove difenderà fino all’ultimo la propria dignità e dove verrà ucciso. Solo nel 2003, 60 anni dopo, la Germania riabilita Trollmann restituendogli il titolo di campione.
La vicenda sportiva e umana di Trollmann è ricostruita e documentata in diverse pubblicazioni, esposte martedì sera in Sala, disponibili in Biblioteca e nelle Librerie.
Nel 2025 a Venezia è stato presentato il cortometraggio “Rukeli” diretto da Alessandro Rak con l’associazione Chi rom e Chi no, nell’ambito di un progetto internazionale dedicato all’Olocausto di Rom e Sinti.
Il destino di Trollmann ha, infatti, accomunato un grande numero di persone di origine Sinti.
Questo 27 gennaio 2026 ha portato, da noi come a Lecco al mattino per molti studenti, la storia del pugile che non si arrende.
Una commemorazione? Quale il senso?
Vorremmo citare quelle che Luigi Manconi chiama “Le nuove ragioni della Memoria”: ragioni non semplici, a fronte di quanto sta accadendo nel nostro “bruciante” presente.
Anche incontri di paese possono valere alla “diffusione del senso profondo della memoria di Auschwitz”: quello liberatorio dell’abbattimento dei cancelli dei lager e del pensiero inumano che li sostiene. Se la logica del nazismo allargò i suoi crimini verso le più diverse categorie di persone, tanto più il Giorno della Memoria valga, oggi, come “una data che onori la dignità di tutte le vittime di tutti i fascismi e di tutti i razzismi”.
Angelo De Battista, storico e responsabile dell’Archivio di ANPI Lecco e Mauro Bonfanti, presidente ANMIG lecchese (che ringraziamo per la promozione dell’iniziativa e per essere intervenuti) ci riferiscono le domande e le preoccupazioni dei giovani, da loro incontrati nel corso della Giornata, per la situazione mondiale.
Sì: mai come quest’anno, il Giorno della Memoria suscita rimandi al nostro presente. La memoria storica deve aiutare la nostra consapevolezza.
Restiamo vigili.
Cristina Melazzi
Grazie a Anna Radaelli per le immagini e a Erica Apostoli che ci ha inviato le immagini dei libri esposti in Biblioteca.








