Là dove si parlano molte lingue diverse
Monte Marenzo, 9 agosto 2026
Il Sommo Poeta è tornato, richiamato dopo mille anni dalla necessità di ridisegnare le coordinate di antiche mappe tra Terra e Cielo ormai cadute in disuso.
Dante, accompagnato dal suo spirito guida, Eugenio, si sono calati nella Fossa Calypso del Mediterraneo per tracciare la nuova carta iniziando dall’infero.
Strano, nessuna visione di gironi dannati.
Immersi nella luce cangiante dei pesci lanterna e del plankton ceruleo, vedono danzare innumerevoli forme leggere, umane.
Si avvicinano ad un ragazzo con la pagella scolastica cucita sulla giacca. Lo interrogano:
– Che posto è questo e qual è la tua storia?
– Qui siamo finalmente beati, accolti per l’eternità nel grembo di amore infinito. Vengo dal Mali. Mia madre mi cucì la pagella nella giacca e mi disse: “Parti, lontano da qui, con questi voti diventerai una persona importante”. Eravamo in tanti sulla barca quando affondò, le onde si richiusero sopra di noi e il cielo stellato si spense. Aprii gli occhi proprio qui, dove mi vedete. Ho trovato una moltitudine di persone serene e tutte mi hanno donato il bene e la fraternità. Mi dispiace di non essere arrivato in un paese dove sarei diventato una persona importante, mia madre ci teneva tanto. Forse continua ad aspettarmi seduta fuori la porta di casa, e quando per un attimo gli occhi cedono al sogno, mi vede comparire all’improvviso vestito come una persona importante.
– Ma qui dove siamo? Chi è il signore di questo luogo? – chiede Dante.
– Questo è il Paradiso e sento dire che il signore è… veramente non saprei dire come si chiama, usano molti nomi. Qui si parlano molte lingue diverse, – risponde il ragazzo senza nome.
Dante cade in una vertigine.
– Mia buona guida, – dice ad Eugenio, – non ti nascondo i miei turbamenti. Ho forse perso l’intelletto che con rigore ordinava ogni cosa? Il sotto e il sopra mi sono diventati oscuri, rovesciati. Se questo viscere profondo è l’empireo, dove le anime vivono in beatitudine e nella contemplazione, ritengo di Dio, ordunque, dov’è sito il regno della dannazione?
Eugenio prende Dante per mano e cominciano l’ascensione oltre la superficie del mare, oltre le vette delle montagne.
Ma questa è un’altra storia.
Angelo Gandolfi

Racconto meraviglioso! Grazie!
Ciao Angelo non finisci mai di STUPIRE ( un abbraccio)
Angelo ,non riuscita a non piangere, grazie. Credo che il primo abbraccio lo hanno ricevuto da tutte le mamme che sono lassù.
Che colori, che leggerezza e che serenità in questo empireo subacqueo che il vecchio Dante, di nuovo, ha voluto esplorare e a cui vogliamo credere.
Lì, finalmente, tutti sanno dei bei voti del giovanissimo scolaro del Mali.
Ha ragione Alberto, quando rimanda a Guccini (a proposito: non sarà proprio da quelle parti quel “paradiso su misura”?), a Cyrano e al sogno comune, possibile, di tutti gli umani non rassegnati.
Hai ragione, Angelo: tra cielo e terra – e abissi – la mappa è ribaltata.
Quassù da noi è tutta un’altra storia: eppure è nelle nostre mani, se solo capissimo, se solo ci provassimo…
Non è semplice, no, ma ti siamo grati per averci portato, per una volta, a guardare sott’acqua
Caro Angelo, ho letto questo racconto che mi ha lasciato dentro multi turbamenti.
Attraverso la fantasia e la figura di Dante riesce a farci guardare con occhi diversi una tragedia che rischiamo ormai di considerare quasi normale.
Mi ha colpito soprattutto quel ragazzo con la pagella cucita sulla giacca dalla madre. In quei voti c’era tutta la speranza di una mamma che immaginava per suo figlio un futuro migliore. E invece il mare lo ha portato in un luogo che Dante credeva fosse l’Inferno e che si rivela essere il Paradiso.
Un racconto delicato ma pieno di potenza, di forza e capace di far riflettere profondamente.
E quella domanda finale rimane lì, a lungo: forse dovremmo chiederci dove abbiamo messo il nostro Inferno….
Mi hai regalato un bellissimo sogno, Angelo. Vorrei tanto riavvolgere il nastro della vita per cancellare violenza e guerre, ma non riesco a trovare il punto giusto della tolleranza e dell’ umanità persa. Grazie per avermi aiutata a ritrovarlo.
Caro Angelo, la forza del tuo racconto ci ha scosso tutti. I turbamenti di Dante sono i nostri di fronte al desiderio, al bisogno al sogno….diventare una persona importante con l’impossibilità di renderlo reale. Grazie Angelo
…
Caro Angelo i tuoi racconti sono sempre densi di significato e di un certo spessore culturale. Ci è stato consegnato un Paradiso l’abbiamo fatto diventare Inferno….
Son giorni in cui abbiamo riascoltato le canzoni più famose di Guccini. Quanto scrive Angelo fa ripensare a Cirano:
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,…
dev’ esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
La poesia riesce a rendere dolci anche le realtà più amare. Grazie Angelo
Caro Angelo, quanto vorrei che quella gente,che odia le persone, con un colore diverso dal nostro, provassero a capire quello che tu hai scritto, purtroppo è più facile, farsi investire dallo slogan,che la destra del nostro paese, e tutte le destre del mondo, ci riempiono la testa , con le loro menzogne, CI Invadono, saranno loro i Padroni, dimenticando che sono persone come noi, e che comunque e’ un problema in risolvibile ,mi ricordo in una riunione Sindacale a Bologna, più di 40 anni fa, Bruno Trentin , disse si muoveranno milioni di Persone, IN CERCA DI CIBO, e lavoro, e nessuno li fermerà, bisogna governare questo grande Problema, sicuramente non saranno le destre a Farlo,
Grazie Angelo
Riesci sempre a commuovermi
Grazie
Ottima suggestione Angelo
Appena publicato il paradiso versione Freud
Mi ci metto a scrivere il paradiso versione
Capovolta dove gli ultimi saranno i primi
Perché così scrisse il Padrone del paradiso…
O forse non c’è nessun padrone ma solo una realtà che generiamo con la nostra coscienza povera e Incerta
E povera d’amore.
Veramente stupenda come sempre grande Angelo!