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Santa Margherita: si apra il sipario..!

Un’edizione speciale, questa del 2026, avviata con le anticipazioni di maggio e della prima domenica di giugno sul Monte di Santa Margherita, custode di quel ‘gioiello’ d’arte, racchiuso nel piccolo Oratorio romanico (appartenente alla Parrocchia di San Paolo), che da tempo siamo impegnati a valorizzare.

Le aperture delle prime domeniche dei mesi estivi si annunciano, infatti, arricchite da nuove proposte culturali e di animazione a tema che, quest’anno, inviteranno a viaggiare tra arte, musica, storia, natura e…fantasia.

L’appuntamento per la festività di Santa Margherita, 5 luglio, dopo la bella accoglienza del Concerto per violini della scorsa edizione, è un nuovo invito a ritrovare la particolare sonorità dello ‘scrigno’ dedicato alla Santa.

Il trio Praetorius XXI, magistralmente diretto da Nicola Sansone, con Renata Tomasella e Jacquelin Perez De La Cruz, presenterà brani di musica barocca del sec. XVII. Il titolo del concerto “Il flauto degli Angeli”, pare richiamare i protagonisti di uno dei riquadri, ahimè  deteriorato, del ciclo pittorico.

Chissà che non si possa risvegliare, con le note dei flauti, qualche antico ‘custode con le ali’ della chiesina, capace di portare in volo, più vicino a noi, le storie della fanciulla d’Antiochia…

 

Per la domenica del 2 agosto, una inedita proposta interattiva, a cura del giovane archeologo Simone Mancini, ci inviterà ad allargare lo sguardo al comparto più elevato del colle ed “a metterci in gioco”, portando tra i resti dell’antico avamposto fortificato, il nostro contributo di curiosità, osservazioni e creatività.

Insieme esploreremo l’area del sito archeologico adiacente alla chiesetta, portato alla luce alla soglia degli anni 2000 grazie a campagne di scavo sostenute dalla Comunità Montana e divenuto, come la chiesetta stessa, una delle tappe dell’Ecomuseo Val San Martino.

Al di là delle (purtroppo) limitate risorse concesse nel corso tempo alla valorizzazione del sito, proveremo a ritrovare tra i sassi le tracce di una vicenda più che millenaria del nostro territorio, da raccontare con parole nuove.

Ci riusciremo? Contiamo sulla partecipazione di chi starà al gioco!

Gioco per grandi e piccoli, perché pare che qualche altro personaggio, più o meno immaginario, si sia avventurato tra le mura medievali del Castrum di Cantagudo per un’epica impresa…  

Ma tutto si svelerà nel corso dell’estate a Monte Marenzo!

 

L’ultimo appuntamento di stagione è per il 6 settembre, prima domenica del mese. Settembre, andiamo! scriveva il Poeta, riferendosi all’andare dei pastori.

Qui la camminata è aperta a tutti. Con ritrovo alla frazione Pòrtola di Monte Marenzo alle h16, percorreremo insieme, con passo tranquillo ed occhi attenti, il sentiero che conduce al Monte Sta Margherita. Molti, in paese e non solo, diranno di conoscerlo a memoria: ma non è così scontato, vedremo.

Una nuova guida, Luca Redaelli, giovane e qualificato naturalista, ci aiuterà a metter alla prova la nostra perspicacia di esploratori di boschi, con osservazioni ravvicinate e visioni dilatate, tra la terra e il cielo.

Dalle vite più nascoste che brulicano nella vegetazione, ai suoni che attraversano il bosco, portati in volo dagli uccelli. Dalle varietà di colori e forme delle specie arboree e minerali presenti sui versanti del colle, alle trasformazioni, anche drammatiche, avvenute nel paesaggio naturale e antropico nel corso degli ultimi decenni.

Ritroveremo lungo il sentiero, sui nostri passi, i preziosi pannelli botanici realizzati dalla Scuola Primaria qualche anno fa.

Anche il bosco è un gioiello da scoprire e, per quanto possibile, da far vivere.

L’opportunita di promuovere più iniziative in paese per l’estate 2026 è legata, oltre che all’impegno di Volontari delle Associazioni, al buon esito della partecipazione del nostro Comune al Bando Regionale “Itinerari ed Eventi in Lombardia 2026”, che offre un significativo sostegno per valorizzare  i territori.

Si apra dunque il sipario sul Munt, come gli abitanti chiamavano il colle di Santa Margherita, denominato anche ol Teśòr. Come mai?

Un’altra scoperta ci aspetta!

A cura di UPper, giugno ’26 – Cristina Melazzi

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