primaveraRiceviamo da Anna Maria Scapolo una riflessione, che volentieri pubblichiamo, sull’avvicendarsi delle stagioni dove la natura colora il senso del tempo.

Con la primavera in arrivo ciascuno di noi sente che il proprio modo di vivere sta per cambiare. Sara’ per le giornate un po’ più lunghe, per il sole, per la limpidezza del cielo che ti ingigantisce le montagne, sarà per i fiori che spuntano timidamente o per le gemme sugli alberi che ti fanno pensare, nonostante le nostre frenesie quotidiane, alla forza della natura che riprende il suo ciclo vitale. 

  Il freddo dell’inverno o le piovose serate, quando anche la nebbia ci mette la sua parte facendoci ricordare la poesia del Carducci “la nebbia a gl’irti colli piovigginando sale ….”, sono arrivati, talvolta, fino all’anima ma con la primavera tutto sembra scongelarsi, liberarsi, scaldandoci un po’ il cuore. E’ più facile vedere gente che sorride in primavera, che fa più progetti: “la primavera e’ la stagione dei progetti e dei propositi” scriveva Tolstoj.

 Sì, nonostante il ripetersi dell’avvenimento, la primavera non cessa di meravigliarci, forse perché è il segno misterioso di un generale risveglio.

A volte siamo del tutto indifferenti davanti allo spettacolo della natura, magari leggiamo freddamente sul calendario i giorni che passano, le stagioni che si compiono, che scadono, che finiscono. Magari siamo dei perfetti robot che marciamo addestrati nei percorsi programmati della nostra vita. Ma viene sempre il giorno in cui sorge l’interrogativo: che senso ha tutto questo?
Ecco allora che la primavera diventa per noi una sorta di test. Perché la vita si risveglia? Perché misteriosamente rinasce una pianta che sembrava rinsecchita? Perché un ciuffo d’erba sbuca da una crepa nell’asfalto o dei fiori fanno capolino ai bordi della strada?
Cosa mi suggerisce tutto questo?
Tutti, chi più chi meno, abbiamo attraversato periodi o momenti di deserto interiore e sappiamo quanto è stato difficile (o quant’è difficile) dissodarlo, renderlo fertile, magari innaffiandolo con acqua viva. Ma l’alternarsi delle stagioni ce lo ricorda anche visivamente: dopo l’inverno viene la primavera e, come accade all’esterno, così avviene all’interno: una sorta di risurrezione, di respiro nuovo, di ossigeno vitale.
C’è sempre la speranza di un germoglio nuovo. E’ la forza, il mistero, la bellezza della vita. 

 

Anna Maria Scapolo 05/03/2010

One comment

La primavera interiore

  1. Sì, Anna Maria, “la primavera non cessa di meravigliarci”, come dici tu. Anche se oggi sembra essere tornato l’inverno, è proprio come dici in queste belle riflessioni.
    Grazie per averle scritte e averci dato l’opportinità di leggerle.
    Sergio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.