IVremagioDue i secoli, tre i continenti e quattro i re magi di questi racconti. Chi è il quarto re magio? Secondo un’antica leggenda, è un saggio che si ferma lungo il cammino e non raggiunge Betlemme. Sognatore, profeta e paladino di deboli e diversi, a tutti dona, ma soprattutto ascolta. Voci diverse, storie inaudite provenienti da tutto il mondo. Dal Medio Oriente di Bianciardi alla Berlino di Tondelli, dai doni impossibili di O. Henry alle indagini nello spazio di Arthur C. Clarke, la Natività di Pasolini, l’Irlanda di Trevor… Sono forti e diverse, le voci riunite in questa antologia. Stelle di prima grandezza le loro storie.

Con questo libro “Il quarto re magio. Storie di natale”, edito da Marcos y Marcos riprendo la rubrica “Consigli di lettura” e vi faccio un dono. Leggete qui di seguito il bellissimo racconto di O. Henry – pseudonimo di William Sydney Porter, contenuto nel libro.

Il racconto si intitola Il dono dei Magi“.

Buona lettura.

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2 Commenti

Il quarto re magio (consigli di lettura gennaio 2011)

  1. la fama di Lecco deriva dai Poromessi Sposi
    La storia poteva andare così: Agnese sollecitava Lucia a divenire la favorita di Don Rodrigo sfruttando la sua bellezza.Tutta la famiglia ed il paese ne avrebbe tratto beneficio. Renzo poteva restare il fidanzato di facciata. Don Abbondio era tranquillo.
    E magari la peste non doveva scomodoarsi a fare giustizia.
    Il fatto che il romanzo del Manzoni abbia attraversato i secoli e sappia ancora muovere le coscienze con una immagine diversa di donna mi fa un pochetto sperare….

  2. Con Angelo ci sovviene lo stesso libro alle notizie (squallide) di questi giorni. “L’autunno del patriarca” è stato scritto da Gabriel Garcia Marquez in sudamerica tra il 1968 e il 1975 ma pare scritto ieri, in un luogo a noi assai più vicino.
    Prendo la mia prima edizione Feltrinelli del 1975.
    Il libro racconta la storia degli ultimi anni di un tremendo dittatore, autoproclamato padre della patria, che santifica la madre per editto, che serve cotto a puntino il suo miglior generale accusato di cospirare ai suoi danni (non in senso metaforico, lo fa trovare rosolato come un maialino durante un banchetto), gironzola “col testicolo ernioso” a sorprendere le sue concubine durante le sue crisi di macho, inventa cose assurde come il vendere il mare agli americani, cambiare con un editto il giorno con la notte, e altre cose mirabolanti.
    E’ un vecchio ormai solo, potentissimo, i cui ordini vengono eseguiti con una ferocia anche più grande della sua. Un vecchio violento, malato, che si crede immortale e si chiede se il popolo lo ama oppure no, che ignora di essere sempre lui a vincere alla lotteria grazie a un trucco che solo i suoi fedelissimi conoscono, che non si fida di nessuno e da nessuno è veramente amato, anche se ognuno ha nei suoi confronti il terrore reverenziale che si nutre per chi dispone della vita degli altri. Nessuno si presta a giocare a domino con lui, gioco nel quale si può solo perdere, per decreto.
    Un libro meraviglioso che aggiungo ai miei consigli di lettura di gennaio.

    E a proposito di potere e di anniversari per l’Unità d’Italia: 150 anni fa, il 16 gennaio del 1861, nasceva Federico De Roberto che a 33 anni scrive il suo capolavoro, “I Vicerè” libro già segnalato a giugno nei consigli per la festa della repubblica.
    http://www.unpaeseperstarbene.it/2010/consigli-di-lettura-per-giugno-festa-della-repubblica/

    Buona lettura

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