28 novembre: scorro i titoli del giornale ed uno in particolare mi colpisce: Unesco, muretti a secco patrimonio dell’Umanità. Inseriti nella lista degli elementi immateriali perché rappresentano “una relazione armoniosa fra l’uomo e la natura”.

Penso subito a Ca’ Marti, al Museo e la Valle dei Muratori, agli amici dell’Associazione di Carenno che proprio questa estate ha promosso, con il patrocinio del Comune di Carenno e in collaborazione con la Scuola edile lecchese di Fondazione Clerici ed ESPE Lecco, un corso di formazione “Muri a secco”.

Chiamo Cristina Melazzi, referente scientifico del Museo per invitarla a scrivere due righe per UPper. Mi risponde che sul sito del Museo hanno appena pubblicato la notizia con un bel titolo che subito copiamo e che vi rimandiamo a leggere: Ca’ Martì tutela il Patrimonio Unesco!!!

Sembra un titolone sensazionalistico ma, se ci pensiamo bene, è grazie a tante persone come loro che in tutta l’area mediterranea (otto Paesi europei hanno presentato la candidatura: oltre all’Italia, Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera), questi manufatti, come sottolinea l’UNESCO, “svolgono un ruolo vitale nella prevenzione delle slavine, delle alluvioni, delle valanghe, nel combattere l’erosione e la desertificazione delle terre, migliorando la biodiversità e creando le migliori condizioni microclimatiche per l’agricoltura”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.