Il 30 settembre Fedele Balossi avrebbe compiuto 100 anni. Il nostro amico Sandro Tironi, da Carenno, ci informa della sua morte. Subito il ricordo va all’ultima volta che lo abbiamo incontrato quando presentammo, proprio a Carenno, con lui ospite d’onore, la video-intervista che realizzammo nel gennaio 2014 a Monte Marenzo, a casa di Angelo Gandolfi.

Fedele rispose lucidissimo alle nostre domande e quel video fu apprezzato dalla comunità di Carenno e dalla famiglia di Fedele che volle subito una copia dell’intervista “Il secolo lungo di Fedele Balossi. Memorie di guerra, di prigionia, di migrazione”, che, in poco più di mezz’ora, racconta la sua bellissima personalità e la sua straordinaria vita.

Fedele raccontò i suoi quattro anni di guerra di Alpino della 46^ Compagnia Battaglione Tirano in terra di Albania e di Russia. Descrisse i due anni di prigionia in Germania e, dopo la fine della guerra, la sua vita di emigrante come pastore e manovale in Svizzera per 29 anni. In Russia Fedele fu anche attendente di Nuto Revelli, lo scrittore di “La guerra dei poveri” e di altri libri che raccontano la tragica ritirata del 1943.

Sì, emigrato in Svizzera, prima come manovale nell’edilizia: con grande umiltà rispondeva a chi gli diceva che era stato muratore che non lo era perché non aveva le capacità di quel mestiere. Poi a fare il pastore, quella sì, diceva, la sua vera occupazione visto che pastore lo era stato anche qui in Italia, al Pertüs, dove era nato.  

Angelo e Sergio avevano giusto in mente di preparare, in occasione del suo centesimo anno, un breve video da quell’intervista nella quale ci colpì la sua straordinaria lucidità e memoria (a 95 anni).

Come ci colpì la sua unica commozione (e lo stesso sentimento provarono i Carennesi ascoltandolo in quell’intervista), quando ricordò la prigionia e della sua scelta di non unirsi ai tedeschi della Germania nazista: “Sono nato italiano e voglio morire italiano”.

Queste le parole di un italiano emigrato e combattente, un alpino che “è andato avanti”.

Allora ci piace ricordarlo come lo abbiamo fotografato due anni fa, in piedi, vicino alla bandiera tricolore.

 

3 Commenti

Un tricolore per Fedele Balossi

  1. Questa mattina sono andato a trovare Fedele, dal profonde del cuore l’ho ringraziato per tutto quello che ha fatto per Noi, Lui la guerra la vissuta per tantissimo anni, Fedele ha combattuto per dare a noi La Democrazia con Lui se ne va un testimone vero,e oggi sento tanta gente che inneggia ancora Mussolini.
    Alcuni anni fa, mi sono fatto promotore di Un intervista che insieme ad amici abbiamo fatto a Fedele, raccontava che quando era stato preso dai fascisti, gli hanno chiesto di giurare L fedeltà alla Republica di Salò. Pena la Morte. Fedele tra le lacrime ci ha raccontato, che lui aveva risposto hai gerarchi Fascisti, che sarebbe stato fedele alla bandiera Italiana. Grazie ancora Fedele, grazie per averci fatto capire quanto è importante, combattere per l’eguaglianza e la libertà.

  2. La sola volta che ho incontrato Fedele è stata durante la testimonianza filmata che abbiamo raccolto a Monte Marenzo. Una vita incredibile la sua, raccontata con una pacatezza e un pudore disarmanti, senza l’aggiunta di un sola parola, di un solo aggettivo , che non fossero indispensabili al filo del ragionamento. Aveva attraversato molte delle tragedie e dei tumulti di un secolo furioso, eppure non aveva ceduto i tratti di una persona mite e gentile. Confesso che ascoltandolo provai nei suoi confronti una sensazione di tenerezza.
    Dono questa testimonianza alla sua famiglia, che abbraccio con affetto.
    Angelo Gandolfi

  3. Un vero ‘testimone del tempo’, una persona indimenticabile.
    Un abbraccio ai familiari
    Cristina Melazzi

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