Lavello 2033: il traffico impossibile che nessuno vuole vedere
Immaginate di essere nel pieno di una mattina di traffico nella località Lavello, sulla SP639, tra Vercurago e Calolziocorte. Le auto avanzano a passo d’uomo, camion e veicoli commerciali si accalcano, clacson che suonano, autobus stipati di pendolari. Una lunga colonna di veicoli in attesa di svoltare verso Lecco o Bergamo, mentre alle spalle c’è solo una strada statale stretta, usurata e incapace di reggere la pressione quotidiana di oltre 30.000 auto al giorno. Le code si allungano sotto i pini quasi secolari: un’area definita viabilità strategica da anni, ma ancora paralizzata.
È questo lo scenario che avremo come conseguenza inevitabile dell’attesa variante di Vercurago – un’opera che doveva essere una svolta per la viabilità e che invece si trascina tra ritardi, discussioni e contrasti politici, tanto da non vedere il completamento prima del 2033, sette anni dopo le Olimpiadi di Milano-Cortina.
Report è da decenni una delle principali inchieste giornalistiche sulla televisione pubblica italiana: conosciuta per l’analisi documentata di temi complessi come economia, ambiente, appalti e infrastrutture, porta in prima serata indagini basate su dati, testimonianze e fonti ufficiali. Nell’episodio andato in onda il 7 dicembre 2025, “Frana Olimpica”, la trasmissione ha messo sotto la lente di ingrandimento i ritardi nelle opere legate ai Giochi Invernali Milano-Cortina 2026, evidenziando come molte infrastrutture non saranno pronte in tempo per il 2026 e saranno ultimate anni dopo l’evento olimpico stesso, in particolare la variante “Vercurago” prevista nel 2033…
La giornalista di Report, Claudia Di Pasquale, ripete più volte nel corso del servizio: variante Vercurago nel 2033, e lo dice anche al Governatore Fontana e al Ministro Salvini.
La variante di Vercurago — parte della più ampia riqualificazione dell’asse Lecco–Bergamo lungo la SS639 dei Laghi di Pusiano e di Garlate — è un’infrastruttura da circa 4,6 chilometri composta da due gallerie (San Gerolamo e Lavello) e quattro rotatorie, che dovrebbe decongestionare il traffico cittadino e collegare in modo più efficiente i due poli economici lombardi.
Eppure, nonostante la sua importanza, il progetto si è arenato in un labirinto burocratico: la prima fase di progettazione definitiva si concluderà solo nel 2026, le procedure autorizzative proseguiranno fino alla fine dello stesso anno e l’aggiudicazione dell’appalto è prevista per aprile 2027. Con una durata stimata dei lavori di 63 mesi, il cronoprogramma indica un fine lavori a marzo 2033.
Il comitato “Insieme per una diversa Lecco-Bergamo”, insieme a gruppi come il Comitato di Chiuso, ha raccolto migliaia di firme e promosso petizioni per ripensare il tracciato dell’opera, ritenuto impattante per la qualità della vita locale e inefficace nel risolvere realmente il problema del traffico. Tra le critiche principali — emerse sin dalle assemblee pubbliche e nelle conferenze di servizi — c’è la preoccupazione per l’impatto ambientale, il rischio per la falda acquifera locale e il trasferimento degli ingorghi senza una soluzione complessiva di mobilità.
Di fronte a queste richieste, il Ministero delle Infrastrutture ha risposto che le proposte alternative non sono percorribili.
Il progetto, ideato ormai quasi vent’anni fa, ha visto costi stimati attorno a 253 milioni di euro per l’intero intervento, di cui circa 160 milioni già disponibili tra risorse statali e regionali, mentre restano da reperire i fondi mancanti per completare l’opera come concepita.
Nel corso degli anni la realizzazione ha visto stanziamenti e spese parziali, tra progettazioni, convenzioni e trasferimenti di risorse: ad esempio nel 2025 la Provincia di Lecco ha trasferito oltre 4 milioni di euro alla società pubblica incaricata della gestione dell’opera, e nel tempo sono state già impegnate decine di milioni per la progettazione e la prima fase preparatoria.
Il risultato è una sorta di paradosso: le Olimpiadi, evento internazionale atteso con entusiasmo, rischiano di lasciare in eredità a territori come quello del Lavello, di Calolzio e di tutta la Valle san Martino, un traffico ancora più caotico e cantieri infiniti, mentre l’opera che doveva essere parte della soluzione non arriverà prima del 2033. In un’Italia dove le infrastrutture spesso diventano simboli di promesse mancate, la variante di Vercurago — e il suo lungo cammino tra proteste, iter interminabili e scelte politiche — rappresenta un capitolo emblematico.



Mi raccomando votateli ancora Fontana and Co.!
Ho assistito in diretta all’audizione del 27/3/2025 in REGIONE del comitato “INSIEME PER UNA DIVERSA LECCO-BERGAMO” e poi ho scritto:
Sono sempre più convinto, anche dopo l’Audizione del 27 marzo u.s, che la soluzione vera stia nell’allontanarsi dall’Adda salvaguardando BIONE e LAVELLO come aree pregiate; per non parlare dei sottopassi della ferrovia. Come 25 anni fa proposi ma mi dissero che avremmo dovuto aspettare almeno 20 anni per una soluzione Ospedale di Lecco (già connessa a SS36) -> Cisano BG, solo un’uscita a Sala di Calolzio, separando traffico locale da quello LC-BG per autostrade e Aeroporto. Ebbene ne sono passati 25 di anni e siamo sempre nella stessa condizione, anzi un po’ peggio. In Provincia di Lecco ci sono 340.000 abitanti, 200.000 veicoli e 50.000 mezzi pesanti. [Ma pesa anche la provincia di Sondrio!]. Essere connessi all sistema Autostrade BG – Torino -Venezia sarebbe indispensabile, Arrivare agevolmente fino alla tangenziale di BG è la strada corretta se non volgiamo devastare il territorio e la vita dei cittadini. Se vogliono spendere 6 miliardi (ora 13) per il ponte sullo stretto (un giorno vi racconto un episodio a tal proposito) troveranno i soldi per 6/7 Km di gallerie. I soldi stanziati per il progetto attuale, ma ne mancano la metà, ci portano verso un nuovo disastro. Se non siamo in grado di ottenere questo collegamento ci tocca chiamare i Cinesi che rispetto ai tempi di progettazione ed esecuzione non hanno pari. Scusate ma abitando a Monte Marenzo da 50 anni ho dovuto spendere una quantità di vita tale nelle code che non vorrei che i miei nipoti debbano ancora aver davanti tutto ciò. Pensiamo anche che tra 10 anni (voglio essere ottimista sui tempi di realizzo dell’opera) il traffico sarà in buona parte elettrico e quindi le gallerie avranno ben differente bisogno di aereazione. Non di solo LC-BG vive l’uomo… ma per gli abitanti della Valle San Martino qualche ora al giorno Sì. Buona primavera a tutti!
https://www.leccoonline.com/notizie/89099/lecco-bergamo-via-dall-adda-per-salvare-bione-e-lavello
https://www.laprovinciaunicatv.it/stories/lecco/circondario/morganti-ex-assessore-provinciale-sulla-lecco-bergamo-una-follia-o_2957510_11/