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Un presepe e una buona giustificazione

Sergio, capo redattore di Upper, mi manda un avviso: “Per qualche giorno non riuscirò a pubblicare, pensaci tu”.
Oggi non ho proprio scovato nulla per alimentare il nostro sito, forse sono meno capace. Mi sono sentito un poco in colpa, soprattutto ho mancato alla nostra regola fondante: pubblicare un post al giorno.
Però ho una buona giustificazione che metto per iscritto e per immagini.
Ho fatto il presepe.
Intendiamoci, è un presepe senza alcuna pretesa, non adatto a concorrere con vere e proprie opere d’arte, né destinato a suscitare degli oh! di ammirazione. Sta su un piccolo ripiano dell’armadio, le statuine e gli altri pezzi non hanno alcun valore storico, né una raffinata fattura, il loro pregio sta nell’affetto delle persone che ci li hanno regalati.
Diciamo che è un presepe intimista, e questo a me e Carla piace.
Beh, una sua particolarità è riconoscibile: la maggior parte dei pezzi sono piccole natività. Gesù e i genitori abitano una zucca, un ritaglio di legno, una luccicante fusione in metallo, un bassorilievo in coccio, una palla di vetro sotto una nevicata.
Di sicuro ci sono innumerevoli presepi intimisti. Se volete condividerli sul nostro sito siete i benvenuti.
Angelo Gandolfi

Un pensiero su “Un presepe e una buona giustificazione”

  1. con tutte le guerre in giro era troppo facile ? e si che son partite anche le olimpiadi, le olimpiadi queste belle sconosciute, mi viene il pensiero solo del significato “il simbolo della pace e della fratellanza tra i popoli che si riuniscono nel nome dello sport e si confrontano in modo leale.”
    direi che è meglio chiudere qui. (p.s. ovviamente Angelo non è una critica a te, lo so che lo sai che io son cosi ma inzomma 🙂 dai scateniamo un po di hater 😉 un saluto alla Carla.

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