“Inseguire un sogno”. Un pomeriggio olimpico
“Tra pochi anni il mondo guarderà l’Italia. Ma io oggi ho visto qualcosa di ancora più importante: un’Italia che cresce, che sogna e che canta con il cuore l’inno Nazionale e questo… vale più di qualsiasi medaglia.” Se un giorno uno di quei ragazzi ricorderà questa lezione e troverà il coraggio di inseguire un sogno, allora avrò vinto la mia medaglia d’oro.
Angelo Fontana.
Un’esperienza speciale per i giovani alunni della scuola primaria Abele Colombo di Monte Marenzo: il venerdì 27 hanno assistito a una lezione sulle Olimpiadi dalla nascita fino a Milano Cortina 2026. Un’ora per spiegare 3000 anni di storia dello sport,
per scoprire le radici di quei principi che hanno superato le barriere dello spazio del tempo per arrivare fino a noi.
L’iniziativa è stata promossa dalla Polisportiva Monte Marenzo e dal Comune e per far comprendere ai bambini il valore delle Olimpiadi che si sono appena concluse e che li preparasse a vivere le Paralimpiadi. La lezione è stata tenuta dalla dottoressa Alessandra Gaetani, giornalista che segue da anni il Memorial Candido Cannavò-Daniele Redaelli.
I bambini hanno avuto la sorpresa di avere tra loro un tedoforo del territorio: Franco Rota che, da una torcia olimpica, ha tirato fuori i fogli con la lezione. Inoltre gli amici di Gabriele Bolis hanno suonato e cantato l’inno di Mameli insieme agli alunni diretti da Nadia Ravasio una loro maestra.
Angelo Fontana, responsabile dell’area sociale della Polisportiva Monte Marenzo, ha ringraziato per l’accoglienza e ricordato l’importanza dello sport nell’età formativa. Intorno i disegni sulle Olimpiadi e il tabellone delle vittorie, anche questo ideato da Alessandra Gaetani, dove ogni mattina, a turno, i giovani alunni hanno disegnato le medaglie vinte dagli atleti italiani.
“I bambini hanno seguito con attenzione e fatto domande. Si capisce che le insegnanti hanno svolto un buon lavoro preparatorio altrimenti non avrebbero disegnato Zeus con un fulmine accanto e sotto un tempio greco con un atleta – ha dichiarato Alessandra Gaetani -. Le Olimpiadi non finiscono con lo spegnimento della fiamma e con le gare: i loro principi di rispetto e dialogo continuano a vivere. I Giochi nacquero anche per garantire la pace e arginare un fenomeno migratorio in un determinato territorio. Le Olimpiadi moderne ripresero quel percorso perché si era creata l’urgenza di ripristinare ponti di dialogo tra i giovani al di là delle frontiere, delle differenze di lingua e di razza”.
La sindaco Paola Colombo ha sottolineato “l’importanza del messaggio delle Olimpiadi e il forte impatto che hanno avuto: ci hanno reso protagonisti della storia del nostro territorio, delle potenzialità di cui ogni giovane è portatore e questa esperienza resterà per sempre”. Il tedoforo è stato al centro dell’attenzione, quasi fosse una figura mitologica: i bambini hanno voluto toccare la sua tuta e chiesto cosa si prova a portare la torcia olimpica “un’esperienza unica, a cui tenevo, e carica di responsabilità perché ti rendi conto che porti lungo la strada un simbolo forte, intriso di grandi ideali”.
I bambini hanno ringraziato per questa lezione. “È il massimo che potessi ricevere, è stata una gioia vederli così partecipi”, ha sottolineato Alessandra Gaetani.




