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…provo una crescente nostalgia

Riceviamo da Graziano Morganti, sollecitato dalla segnalazione di Cinzia sul taglio dei “pioppi alti e schietti”, un contributo sul valore e la bellezza dell’ambiente naturale che volentieri pubblichiamo.

Forse tutto sommato non si doveva vivere fino a diventar vecchi! Oh! Cinzia come
apprezzo questa tua sensibilità per la natura. Il problema é che ho così tanti
pochi anni, che ho visto coi miei occhi paesaggi intatti, voglio dire naturali e
mai più nulla di tanto bello, di tanto mio, di tanto salutare ma soprattutto di
tanto e tanto bello ho mai più visto. Ho visto paesaggi distrutti dal cemento,
paesaggi irrimediabilmente rovinati che respingono. Ma pensavo, da giovane, che il
passare degli anni indurisse dentro e ti permettesse di sopportare di più.
Purtroppo non é così; cresce la voglia di essere ancora immersi in luoghi dei quali
potevi bere da ogni piccolo ruscello che trovavi, potevi godere di spazi senza
limite che si succedevano di verde in altro verde e sentirne il profumo e gli odori
e respirarne l’aria (non sospetta!).
Un prato, un albero, una roccia, del muschio, fiori e fiorellini, oggi mi
commuovono, mi prendono dentro e provo una crescente nostalgia. La devastazione di
solo duecento anni di tecnologia mi irrita fino alla nausea. Forse era meglio non
vedere tutto ciò….ma ci sono ancora per un po’ altri spazi in questo Mondo che si
va facendo troppo stretto per tutti noi e devo vederli! Ciao

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2 pensieri su “…provo una crescente nostalgia”

  1. Mario Rigoni Stern nel suo piccolo ma denso libro “L’ultima partita a carte”, scriveva nel 2002 che provava “dispetto e dolore. E anche qualcosa di più, nel vedere come oggi vanno le cose sulla terra e come a troppi è diventato facile dimenticare il nostro non lontano passato. Anche tristezza ho provato, e la tristezza in vecchiaia non è cosa buona”.
    E’ vero, Luciana ci dice di guardare avanti, ma la nostalgia è grande.
    Le immagini che hai voluto accompagnare al tuo scritto sono state scattate in un luogo ancora (quasi) incontaminato. A me hanno ricordato la fioritura primaverile nella piana di Castelluccio; il paesaggio assolato di una costa sicula; il limpido scroscio dei torrenti in Val di Mello.
    Paesaggi da nord a sud della nostra Italia ormai Paese sfigurato, dove i pochi luoghi ancora immutati resistono non si sa come.

  2. Dal film “Pirati dei Caraibi”:
    Barbossa: Il mondo era un tempo un posto più grande.
    Jack: No, il mondo è sempre uguale, è il resto che è più piccolo

    Sarà che mi sento ancora giovane, sarà che voglio insegnare alle mie figlie a rendere QUESTO mondo migliore e non un altro che non hanno mai visto e non hanno fatto loro…. Ma voglio vedere il bicchiere mezzo pieno: la tecnologia non porta in sé solo devastazione ma anche i mezzi e le conoscenze per rigenerare le risorse, per salvaguardare l’ambiente, per le energie rinnovabili, eccetera. Bisogna contribuire il più possibile in queste direzioni: informare soprattutto, sull’utilità o la necessità di tenere pulito il bosco, di costruire case o strade di un certo tipo, sulla necessità di tutelare il patrimonio agro/silvo/pastorale, e sul suo VALORE foss’anche puramente estetico (la bellezza di quel paesaggio è indiscutibile, e proprio per via dei pioppi).
    E denunciare, così come ha fatto Cinzia, non per rimpiangere ciò che era e che non è più, ma perché, prima di agire, ognuno di noi possa pensare in un altro modo: in grande, come grande è il mondo.

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