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Banda larga a Monte Marenzo: ancora un po’ di pazienza

banda largaLa Regione Lombardia ha da qualche tempo avviato una serie di interventi che consentiranno di raggiungere un obiettivo molto ambizioso se paragonato agli standard italiani: la copertura a banda larga del 99.7% della popolazione lombarda.

Le lacune strutturali della rete italiana che impediscono una diffusione di banda larga accettabile (almeno 2 Megabit/sec) sono principalmente due:

  1. assenza del collegamento in fibra ottica della centrale telefonica più vicina;
  2. assenza di opportuni apparati elettronici per la gestione del traffico dati ad alta capacità.

Nel caso di Monte Marenzo il problema risiede proprio nel connubio tra il collegamento della centrale telefonica con il classico doppino telefonico e la gestione del traffico tramite vetusti apparati mux/ucr: è come pensare di far passare un TIR nella vecchia strettoia.

La regione sta tentando di sopperire alla carenza di investimento delle società di telecomunicazioni (il pensiero corre inesorabilmente alla madre di queste società, malauguratamente privatizzata nel 1997 dal governo Prodi) con tre interventi mirati. A breve sarà fornito esito alla pubblicazione della graduatoria della seconda iniziativa infrastrutturale, quella che ci riguarda nello specifico, che assegnerà ad un operatore delle telecomunicazioni un contributo pubblico pari a 41 Milioni di € per abbattere il divario digitale nei comuni in fallimento di mercato, presso i quali cioè nessun operatore delle telecomunicazioni è interessato ad investire.

Questa iniziativa si è configurata come aiuto di stato e ha necessitato di una notifica alla Commissione Europea. L’esito della notifica è l’approvazione dell’aiuto “N 596/2009 con decisione C(2010) 888 – Riduzione del divario digitale in Lombardia” e la pubblicazione del “Bando per l’erogazione di un contributo per la diffusione di servizi a banda larga nelle aree in digital divide ed in fallimento di mercato in Regione Lombardia” (Monte Marenzo rientra nei comuni elencati nell’allegato B del bando).

I lavori della Commissione di valutazione per l’analisi dei progetti pervenuti in risposta al bando sono terminati. La regione è in attesa da parte della Commissione Europea dell’esito di un ultimo iter burocratico prima del nulla osta definitivo alla pubblicazione della graduatoria. Si prevede entro la fine di aprile la firma della convenzione con l’aggiudicatario per dare l’avvio ai lavori, la cui durata non supererà i 24 mesi.

Nel ricordare ai nostri lettori che a Monte Marenzo operano da tempo società di telecomunicazioni che hanno diversificato l’offerta tecnologica sfruttando il WI-FI, il satellitare, il VOIP per le telefonate, garantendo comunque servizi di connettività all’altezza,  attendiamo speranzosi che la regione porti a compimento questo percorso di innovazione strutturale fondamentale, oltre che per la diffusione dei servizi ai cittadini e per il miglioramento delle pratiche democratiche e di trasparenza, anche per il tanto agognato sostegno alle imprese.

4 pensieri su “Banda larga a Monte Marenzo: ancora un po’ di pazienza”

  1. Concordo con Graziano che il problema più grosso è quello di aver privatizzato le reti, che dovevano rimanere di proprietà dello stato.
    Telecom si comporta ora come una spa all’italiana: punta a ricavare più dividendi possibili per gli azionisti diminuendo i costi (esternalizzazioni, licenziamenti, contratti atipici, ecc.), azzerando gli investimenti, aumentando le spese per le famiglie (vedi FIAT, SARAS, BIALETTI, ecc.). Lo scopo non è più fornire un servizio, che infatti scade come qualità.
    Telecom oggi è una società che fa veramente pietà. E questo rimane comunque un motivo valido per affermare senza timori di smentite che la privatizzazione di Prodi prima e D’Alema poi fu SCIAGURATA.
    Speriamo che i referendum di giugno impediscano che la stessa cosa avvenga con l’acqua.
    Concordo con Emilio: torniamo ai segnali di fumo e al calumet della pace!

  2. @ Nel ricordare ai nostri lettori che a Monte Marenzo operano da tempo società di telecomunicazioni che hanno diversificato l’offerta tecnologica sfruttando il WI-FI, il satellitare, il VOIP per le telefonate, garantendo comunque servizi di connettività all’altezza,

    se non vi serve continuita e ping alti per giocare on line (mio figlio) o fare altre cose che comunque richiedono una connessione stabile, si possono utilizzare le proposte alternative presenti attualmente, (anche se ballerine pure loro, ma comunque meglio di telecom, la pago anhce di più) per il resto da utilizzatore di “altenative” e da ex utente mamma telecom, sarà meglio tornare ai segnali di fumo quelli funzionano sempre.

    ciao

  3. Un’osservazione:
    Il problema della diffusione della Banda Larga non sta nel fatto di aver privatizzato la Telecom (ex SIP)ma nell’avergli concesso la proprietà delle reti. La fibra ottica, sulla quale possono passare praticamente un infinita quantità di bit é come le strade e tutti gli operatori avrebbero dovuto poterla usare senza chiedere il permesso a Telecom. La rete fisica avrebbe dovuto restare pubblica, come é successo per la rete elettrica per la quale é stata creata Terna, che é pubblica e possiede le reti di distribuzione, ed Enel che é stata privatizzata ma é solo un distributore.
    Per esempio: Telecom non ha alcun interesse a fornire ufficialmente ADSL a Monte Marenzo (infatti non risulta per gli altri operatori) perché aprirebbe la strada ad altri operatori (W la concorrenza) anche se ci fornisce a caro prezzo un pastrocchio che un po’ va e un po’ no.
    È un po’ come se le strade venissero concesse, tutte, ad un solo trasportatore al quale gli altri dovessero chiedere il permesso per transitare.
    Speriamo che con i fondi regionali arrivi davvero a Monte Marenzo una connessione seria.!
    Siamo un po’ stufi di questo Paese che ha, e ha avuto, delle “élite” incompetenti e corrotte.

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