Non farò una recensione teatrale. Non mi sembra il caso suonarsela e cantarsela da soli.

Tralascerò i complimenti ricevuti. Anche se chi c’era può raccontarvi come è andata.

Ringraziamenti finali (foto di Giorgio Toneatto)

Qui voglio solo ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile la rappresentazione di “Io sono la mia opera”, andata in scena ieri sera.

Per prima l’Amministrazione Comunale di Monte Marenzo, che ha patrocinato l’iniziativa e ci ha permesso di usare la sala civica per le prove. Un investimento nella  cultura, visto che il teatro civile contro la discriminazione e la violenza sulle donne è un tema che crediamo debba essere affrontato e dibattuto.

Un tema attualissimo, lo dimostrano i dati che le attrici hanno letto ed esposto sui cartelli finali.

Siamo ancora qui, dopo 2000 anni di storia, a parlare di diritti negati, di libertà, di violenza.

Pensiamo, con questa opera teatrale di aver passato questo messaggio.

L’altro ringraziamento va all’Oratorio di Monte Marenzo che ci ha ospitato, a Don Giuseppe e a tutti coloro che hanno contribuito a darci una mano (Cristina, Roby, Francesca). La possibilità di darci la sala ha permesso ai circa 150 spettatori di applaudirci. E devo ringraziare tutte le persone dell’Oratorio per la pazienza dimostrata, per averci concesso la sala per qualche giorno.

Grazie a chi ci ha aiutato a montare il palco (Mauro Tagliaferri, Beppe Dell’Oro, Adriano, Roby), chi ci ha prestato i pannelli per la scenografia (Gian Primo Mauri e la Compagnia teatrale San Genesio di Maggianico), a chi ci ha dato i tessuti di scena (Cristian) e chi li ha sapientemente tagliati e cuciti e messi in opera (Erica Bonati).

A chi ha fatto le foto di scena (Giorgio Toneatto e Adriano Barachetti), a Salvatore Monteduro che ha realizzato la locandina, a Fabrizio che ci darà (spero) il video.

Grazie agli spettatori che hanno seguito  con attenzione e poi hanno risposto generosamente all’appello lanciato ad inizio serata per la raccolta fondi Pro-Levata (farò articolo a parte, ma devo render conto subito che sono stati raccolti 427,45 Euro già consegnati stamattina in Comune).

Grazie a Roberto Milani per la regia luci. In poco tempo ha imparato il testo ed ha proposto un gioco di luci suggestivo.

Grazie ai musici, gli Ouroborus (che sono Lele Panzeri alle chitarre piccole, tascabili, orientabili, Massimo Deo, chitarra, Davide Spreafico, aulos e clarinetto, e Davide Maggi, percussioni), che hanno composto per noi musiche originali e le hanno eseguite dal vivo sottolineando, con i loro strumenti acustici, alcuni momenti dello spettacolo.

Infine alle mie compagne di avventura, le interpreti che da molti mesi hanno costruito insieme a me lo spettacolo in un vero e proprio laboratorio teatrale. Ogni gesto, ogni parola è stata studiata da loro individualmente o con idee che venivano proposte e condivise per cercare di rendere meglio questo o quel passaggio.

Secondo me il teatro civile è “DARE VOCE”, dare voce a un personaggio, a un testo.

Il corpo, il gesto (e le luci e la musica) devono compiere il piccolo miracolo di far arrivare quel messaggio alla testa e al cuore della gente che guarda e ascolta.

Speriamo di esserci riusciti.

Io personalmente credo che le interpreti lo abbiano fatto. Quindi voglio ringraziarle tutte.

Daniela Turla, al suo zelo e rigore in una portentosa e “divisa” Agnodice.

A Paola Viganò, splendida e riflessiva Ipazia.

Alla passione di Elisa Barachetti, strepitosa Artemisia Gentileschi.

All’estro di Claudia Pavoni, incomparabile e fiera Olympe de Gouges.

A Sara Faggiano, dolce e straordinaria Anna Politkovskaja.

Al giovane talento di Aurora Spreafico, eccezionale e determinata Hina Salem.

Grazie a tutti e, per chi non c’era, alle prossime rappresentazioni (se ce ne saranno).

Sergio Vaccaro

(nella galleria fotografica di Adriano Barachetti alcuni momenti dello spettacolo “Io sono la mia opera”)

5 Commenti

Il teatro civile ringrazia

  1. Grazie per i complimenti ricevuti da tutti (ma sono ben accette le critiche ovviamente) qui e a voce durante la serata e nei giorni successivi.
    Con la “Compagnia” stiamo intanto organizzando una serata in pizzeria per scambiarci le opinioni su una straordinaria “prima” e stiamo cercando di presentarci altrove per altre rappresentazioni.
    Ve lo faremo sapere.
    Intanto l’anteprima video (con scatti fotografici presi da Giorgio Toneatto durante le nostre prove) che potete vedere a destra sullo schermo o nella rinnovata galleria video su youtube http://www.youtube.com/unpaeseperstarebene/
    ha già un record di oltre 200 visite in due settimane.
    E Adriano Barachetti ha messo sul suo blog alcune suggestive immagini in bianco e nero dello spettacolo.
    http://www.abpassionefotografia.it/a-teatro-io-sono-la-mia-opera/
    Andate a vederle, ne vale la pena.
    E grazie di nuovo a tutte e tutti.

  2. Mi metto tra le tante/i tanti che sono rimasti toccati dallo spettacolo di domenica e che a fine rappresentazione si sono avvicinati alle protagoniste, ai musicisti e al curatore per dire in due parole la nostra ammirazione. Per la coraggiosa e impegnativa prova d’Autore (uomo ‘dalla parte delle donne’) e di Attrici (preparate, coinvolte e coinvolgenti) che ancora una volta il ‘piccolo paese’ di Monte Marenzo ha offerto alla comunità.

    Proprio in questi ultimi giorni, (come per un altro verso, purtroppo, ricordava anche Valeria), si intrecciano su giornali e tv notizie che rimandano ancora a pensieri forti sulle donne.

    Da un lato la ratifica alla Camera di quella Convenzione di Istanbul che definisce la violenza sulle donne come una vera “violazione dei diritti umani” (“umani”:ci ricordiamo quanto ci è voluto perché la legge cancellasse il cosiddetto ‘delitto d’onore’!).

    E ora la notizia della scomparsa di una grande interprete, Franca Rame. Una vita segnata dal teatro, teatro di satira e ‘civile’, e dall’impegno appassionato, militante (con tutto quello che di spinoso, polemico, difficile significa) a sostegno della dignità della donna.

    Viene spontaneo accostare questa figura di donna e di attrice allo spettacolo della Compagnia (in cerca di nome) che abbiamo applaudito l’altra sera.
    Gli auguri sono vietati nel mondo dell’arte: allora diciamo che, come ha dichiarato Adriano Celentano, Franca adesso reciterà in cielo, mentre la nostra Compagnia si attrezzerà per le repliche più nei dintorni….

  3. è vero! siamo stati così impegnati a “dar voce”, che ci siamo dimenticati di darci un nome!
    ci penseremo e ti terremo informato Angelo, sul nome e sulle prossime date!

  4. Mi è spiaciuto tantissimo aver perso la prima del lavoro teatrale, ma sono fuori casa per alcuni giorni.
    Ho telefonato ad alcune persone che hanno invece assistito all’opera e ne ho tratto l’impressione si tratti di un lavoro di grande valore civile e culturale. L’intera compagnia (a proposito, come si chiama?) ha superato di slancio il rischio dell’esordio, e la standing ovation ripaga pienamente le lunghe sedute di prova e l’impegno di ognuno.
    Alcuni giorni fa ho anticipato a Sergio la necessità di programmare delle repliche, anzi di provare a pensare ad una vera e propria stagione nei vari spazi teatrali del territorio.
    Ovviamente, la mia richiesta è un po’ interessata: perché non voglio perdermi la rappresentazione e scriverne con cognizione.

  5. un’amica mi scrive: bellissimo,stupendo,intenso,toccante e devastantemente reale e attuale.Trovo che sia una buona sintesi dei sentimenti che lo spettacolo evoca.
    Alcune scene ti tolgono il fiato!
    Brave tutte attrici, bravi i musicisti e bravo Sergio!
    Lorenza e Tino

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