Abbiamo chiesto ad Anna Maria Scapolo di raccontarci il Sior Todero Brontolon nella versione della Compagnia San Giovanni di Lecco, andato in scena ieri sera nel salone dell’Oratorio di Monte Marenzo.

Parlare della serata di teatro in oratorio è un po’ difficile per me che la organizzo e che amo il teatro amatoriale.

Non è stato chiesto il parere sullo spettacolo al pubblico in sala (anche se proprio non numerosissimo), ma dagli applausi calorosi e dalla vendita dei biglietti di una piccola lotteria per sostenere l’iniziativa, si è capito che è stato assai gradito. Mi sento di dire che gli spettatori sono tornati a casa soddisfatti.

La commedia è stata recitata bene, gli attori sono preparati. Mi permetto di fare una sottolineatura, senza nulla togliere alla compagnia, riguardante la lingua: Sior Todero Brontolon recitato in veneziano antico avrebbe avuto più effetto nei vari passaggi e le battute avrebbero strappato qualche risata in più. Ma c’è da dire che è anche un po’ difficile capire questo dialetto.

Poi, voglio focalizzare l’attenzione su un aspetto che mi ha colpito: i giovani che hanno recitato e che li potete vedere dalla foto sotto. Uno di loro l’ho sentito dire a fine spettacolo: “Ok, ciao io vado a casa in moto”. Cioè, ci si può divertire davvero facendo teatro, senza rinunciare alla grinta degli anni verdi. Teatro, e secondo me soprattutto quello amatoriale, quello fatto da attori che fanno comunque tutt’altro lavoro, che s’impegnano a studiare un copione nonostante tanti impegni. Beh è qualcosa che dà una grande soddisfazione. Ritrovarsi a provare, calarsi nel personaggio che vuol dire studiarlo e studiare sé stessi, interagire con gli altri attori, insomma tutto questo crea una sinergia, crea legami veramente molto belli fra le persone, legami divertenti e rilassanti, oltre che costruttivi. Ho un po’ questo sogno: una compagnia teatrale a Monte Marenzo. Anche se non è facile coinvolgere la gente in questa esperienza, confido che altri abbiano la stessa passione e si possa concretamente avviare un laboratorio teatrale anche da noi. So che anche Sergio Vaccaro ha un’opera nel cassetto molto bella e di valore. Ma.. ci vogliono i giovani. (Beh, anche gli adulti!).

Anna Maria Scapolo

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4 Commenti

Goldoni in oratorio

  1. Intanto voglio dire che mi accodo a tutti quelli che sostengono l’iniziativa.
    Poi forse Elisa mi sono espesso io in modo erroneo. Con serio e continativo voglio solo indicare che dai ragazzi ci vuole quel minimo di impegno, che vengano quindi alle varie prove o agli incontri per formare il gruppo, sapendo sin da subito che sarà un’iniziativa stupenda ma che, sotto alcuni aspetti, potrebbe essere un filo impegnativa…

  2. @ Andrea: io invece credo che siano proprio le parole “serietà e continuativo” a scoraggiare i ragazzi… forse un laboratorio aperto può inizialmente essere più utile!
    @ Anna, ti sostengo nell’idea, io sono anni che ne parlo!

  3. io direi più che tutto AAA cercasi giovani per il palcoscenico con la voglia di mettersi in gioco, che siano disposti a impegnarsi con serietà e in modo continuativo

    Lo so, può sembrare una cosa scontata, ma ho esperienze nei tentativi di formazione e so che cose del genere è meglio specificarlo…

  4. Cara Anna Maria,
    purtroppo dopo esser stato fuori casa tutto il giorno a seguire vari eventi (la preparazione della sagra del fungo, l’open day alla Kong e la redazione del relativo articolo sulla giornata), non ho potuto seguire il teatro amatoriale di ieri sera.
    Sì, forse anche a Monte Marenzo si potrebbe tentare questa formula. Non so se altri amano mettersi in gioco (e d’impegno).
    L’opera del cassetto non è mia. E’ solo l’adattamento teatrale di un breve racconto di Federico de Roberto,”La paura”, dove si narra la tremenda e assurda esperienza dei giovani in trincea durante la prima guerra mondiale. Quindi, come tu dici, ci vorrebbero i giovani, i ragazzi, perchè poco più che ragazzi erano quei soldati che sono andati a morire comandati da ordini spesso incomprensibili.
    Quindi: AAA cercasi giovani per il palcoscenico…
    Comunque è vero, il teatro amatoriale può essere una occasione di divertimento e di soddisfazione per creare una emozione da dare a chi guarda e che, alla fine, se appagato, applaude con generosità.

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