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I gesti della politica

Poco più di un mese fa pubblicammo un post http://www.unpaeseperstarbene.it/2012/franco-e-il-senso-della-politica/, Franco e il senso della politica, dove si raccontava come il nostro assessore Franco Rota avesse abbandonato una seduta consiliare annunciando le proprie dimissioni. In quell’occasione scrivemmo come a lui pesi …tremendamente dover partecipare alla politica amministrativa locale come si è andata determinando ultimamente, dove il bene generale e i progetti in favore della comunità sono schiacciati e sviliti da scontri astiosi, aggressioni verbali rancorose, dove ogni argomento non è giudicato buono, o meno buono in sé, ma solo se è funzionale ad essere usato come strumento per fare la guerra agli avversari.

La sua è stata l’esternazione di un’indignazione assolutamente comprensibile, determinata da una seduta consiliare burrascosa, dove la tensione si tagliava con il coltello. Successivamente Franco non ha dato seguito al suo proposito per rispetto degli elettori di Un paese per star bene, delle persone che l’hanno votato, nonché per un rapporto di lealtà che lo lega al consiglio e al gruppo di maggioranza con il quale si trova bene. Da parte nostra siamo contenti della sua decisione di restare, perché apprezziamo il suo lavoro di assessore.

Nell’ultimo consiglio comunale il gruppo di minoranza Lega Nord Insieme si può, per bocca di Christian Malighetti, ha imbastito una argomentazione con il proposito di invalidare la seduta, arzigogolando che Franco non poteva sedere tra i consiglieri in quanto decaduto in virtù del semplice pronunciamento delle sue dimissioni. Ovviamente non è così e per saperlo bastava leggere attentamente il comma 8 dell’art. 38 del D.Lgs. 267/2000, dal quale si capisce chiaramente che le dimissioni devono essere presentate per iscritto al protocollo comunale.

Pochi minuti dopo la capogruppo di minoranza Anna Maria Mangili dichiarava la possibilità di dimenticare di essere maggioranza e minoranza, ma di metterci intorno a un tavolo e ragionare sulle cose. Bene, da parte nostra non esiste difficoltà alcuna a mantenere un comportamento pacato e senza pregiudizi su ogni questione che riguardi il bene della nostra comunità, perché lo facciamo dal giorno in cui ci siamo insediati.

Certamente un confronto sereno e costruttivo presuppone che ci sia reciprocità e coerenza tra i pronunciamenti e i gesti conseguenti: con tutta la buona volontà, l’atteggiamento avuto sulla vicenda di Franco durante il Consiglio dell’8 maggio, ci viene difficile considerarlo un gesto di distensione. Comunque, siamo quelli che sanno aspettare con pazienza.

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