Se una mattina di metà maggio un bel gruppetto di bambini dell’ultimo anno di scuola dell’infanzia di Monte Marenzo, accompagnato dalle insegnanti, sale sullo scuolabus e parte alla volta di Camporeso… vuol dire che sta andando al Museo.

Ma così piccoli, al Museo?

Sì, perché i musei sono per tutti, e si può cominciare da piccoli a scoprirli ed esplorarli.

Poi si sa, i musei non sono più “quelli di una volta”, austeri, seriosi, magari polverosi e anche noiosi…

Insomma, c’è museo e museo: a Camporeso, non lontano da noi, nel comparto naturalistico del Parco Barro, sulle colline di Galbiate affacciate sui laghi di Brianza, c’è quello a cui sono diretti, in questa mattina di maggio, le bimbe e i bimbi della nostra cronaca.

E’ il MEAB, il Museo Etnografico dell’Alta Brianza, che racconta qualcosa di come erano, fin verso la metà del secolo scorso, la vita quotidiana, il lavoro e il patrimonio espressivo della popolazione, per lo più dedita all’agricoltura, di quel territorio.

Non sono poche le classi, di scuole di diverso grado, che frequentano il MEAB, in particolare nella stagione primaverile delle ‘gite’, grazie al programma di attività offerto dal museo (si può vedere in http://www.meab.parcobarro.it)

Ad accogliere i più piccoli, c’è un personaggio-guida (il nome chiedetelo ai bambini…!) un po’ speciale che, dai campi di un passato non lontano dove sorvegliava le messi vestito di stracci colorati, si è trasferito tra le sale del museo.

Da qui invita i bambini a curiosare ed a farsi domande sugli strani oggetti, i racconti, i filmati che vi si trovano. Infine, in sua compagnia, i bambini si cimentano in una piccola prova ‘creativa’.

Questa volta, questa mattina di maggio, è “più speciale” di altre: perché il gruppetto di Monte Marenzo trova a Camporeso, oltre al nostro personaggio, anche due guide che a loro volta arrivano da Monte Marenzo e da anni collaborano con il museo.

Parola di guide: è stato un bell’incontro. Certo, come lo è sempre incontrare i bambini e i nuovi punti di vista che portano con sé, ma con qualcosa di simpatia in più, per ragioni ‘di paese’: e così, semplicemente, ci faceva piacere comunicarlo e far girar la voce…

Un bell’incontro, sì. I sorrisi di tutti dopo la lunga camminata. La partecipazione attiva  delle insegnanti. L’attenzione dei bimbi, cogli occhi e con le orecchie, alla fiaba raccontata in stalla. L’impegno delle piccole mani tra stoffe, legnetti, elastici e colori. Lo stare subito al gioco nell’animare il proprio pupazzo-amico e infine l’abbraccio nel salutarci.

Siamo d’accordo che ci rivediamo una volta qui a scuola, per salutarci ancora e forse cantare insieme la Filastrocca del museo.

A presto, allora, bambini. Grazie di questa mattina di maggio e tante altre buone giornate a voi!

Cristina & Luciana

15.05.2013

Categorie: Cultura & Scuola

One comment

Se una mattina di maggio un gruppetto di bambini…

  1. Care Luciana e Cristina è bellissimo l’articolo che avete scritto che sprizza freschezza e passione, quella che ancora vi ispira nei vostri appassionanti laboratori!.
    brave. un abbraccio
    Simo

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