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La seta tra le mani. Anna e le altre

– “Lei ha cominciato a lavorare da piccola?

– A sette anni, perché mi han mandato giù (alla filanda), per prendere un soldo, una palanca me ciapàva’

– Una palanca serviva a comprare cosa, in quei tempi lì?

Niente, a cosa?…Eppure loro ( i miei ) avevan bisogno anche di quella lì, perché erano poveri, no? Anche a essere contadini, ma cosa vuole…”

È un breve frammento dalla testimonianza di Anna Pirola (nata a Monte Marenzo nel 1903), operaia bambina nella Filanda Agudio, attiva in paese ai primi Novecento.

La voce sommessa della ex filandiera della Valle San Martino, per qualche momento, ha tenuto tesa l’attenzione dei partecipanti al Seminario di formazione intitolato “Dalla filatura all’abbigliamento: il lavoro è donna”, tenutosi lo scorso 29 marzo a Milano, nella bella sede dell’Unione Femminile Nazionale, promosso in collaborazione con Milanosifastoria, Fondazione Anna Kuliscioff e IRIS.

Ragazze e ragazzi di due scuole professionali (più tre classi in collegamento streaming), con le loro insegnanti e altre persone interessate, hanno preso parte alla mattinata dedicata ad approfondire l’incrocio tra storia della moda italiana e trasformazioni dell’industria manifatturiera tessile.

Oltre alle relatrici milanesi, Antonella Olivieri, storica, ed Elisabetta Merlo, docente di Storia economica in Bocconi, è stata invitata a parlare, contattata dal Museo Civico della Seta di Garlate, anche Cristina Melazzi, ricercatrice, che ha intitolato il suo contributo: “La seta tra le mani. Voci e storie di Filandiere del Novecento lecchese”.

È proprio all’interno di quella presentazione che qualche scorcio di vita passata di Monte Marenzo… è arrivato a Milano!

Non solo si è potuto ascoltare il breve racconto di Anna Pirola (registrato da Cristina nel 1981) ma, sul grande schermo della sala, si sono visti i volti delle donne e delle filandiere, poco più che bambine, che ancora negli anni ’30 del Novecento lavoravano in paese alla filanda Barachetti. Così come è apparsa quella rara immagine (pubblicata sul volume Monte Marenzo tra storia, ambiente, immagini e memoria) dell’aia della casa contadina con le persone all’opera per la cernita dei bozzoli.

Nel dibattito conclusivo si è sottolineato come la memoria e la consapevolezza del grande e sofferto contributo di tante ‘vite comuni’, per lo più anonime, del nostro passato aggiungano valore al patrimonio formativo dei giovani che saranno i nuovi protagonisti del mondo della moda. Nello stesso tempo, come sia importante tenere accesa l’attenzione sulla drammatica realtà del presente di tanti lavori che, in molte parti del mondo,  sono ancora – purtroppo – fondati sullo sfruttamento a scapito di donne, uomini, bambini.

Grazie a Cristina del Direttivo UPper per avercene parlato.

A questo link potete vedere il video della presentazione di Cristina M, realizzata in pptx con la collaborazione tecnica di Graziano Morganti  https://www.youtube.com/watch?v=25zOxStIyOQ

La registrazione video del Seminario completo è qui https://www.youtube.com/watch?v=TNnD7zcL-Og

Qui potete trovare anche la brochure di sala che illustra l’intervento: 2023-03-29 Specimen di sala- Unione Femminile Nazionale

 

 

 

 

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